Bilancio e dichiarazioni anno 2013

a cura del rag. Franco De Renzo (Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano al n. 1447 Commercialista – Revisore Contabile – Consulente Tecnico del Tribunale di Milano) franco.derenzo@studioderenzo.it

Scrivo queste considerazioni, utilizzando anche i volumi di Euroconference, nella bagarre dell’approvazione dei bilanci per l’anno 2013. Ritengo che la lettura di queste riflessioni, ovviamente non esaustive, sia utile anche dopo aver presentato bilanci e relazioni. È bene tenere presente che capita di dover fornire pareri e consigli, anche se, in alcuni casi, è quasi impossibile riuscire a far combaciare le decisioni dell’Agenzia con quelle della Cassazione.

AGENTI E RAPPRESENTANTI

La circolare 33 del’8.11.2013 riconosce la deducibilità dell’accantonamento annuale nonostante il carattere aleatorio.

COMPENSI AMMINISTRATORI

È necessaria la delibera che li determina, ma l’Agenzia può sindacare sull’importo. In ogni caso, è opportuno che l’assemblea, che approva i conti, deliberi specificamente, in merito ai compensi corrisposti. A tal riguardo si ricorda la sentenza della Cassazione, Sezioni Unite, 29.8.2008, n. 21933, “la violazione dell’articolo 2389 c.c., sul piano civilistico, da luogo a nullità degli atti di autodeterminazione dei compensi da parte degli amministratori per violazione di norma imperativa, nullità che, per il principio stabilito dall’art. 1423 c.c., non è suscettibile di convalida, in mancanza di una norma espressa che disponga diversamente”. La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sentenza 2.3.2012, n. 48/21/12, invece, ha deciso che “Sono deducibili anche i compensi agli amministratori non deliberati sempre che siano stati pagati. Se così non fosse, si avrebbe una discrasia poiché, a fronte di compensi tassati in capo all’amministratore, si contrapporrebbe una non coerente indeducibilità in capo alla società, con duplicazione d’imposta”.

La Cassazione, sentenza 25572 del 14.11.2013 ha precisato: “L’art. 62 Tuir (ante IRES) esclude le deduzioni per il lavoro prestato o l’opera svolta dall’imprenditore, limitando la deducibilità delle spese per compensi agli amministratori di società di persone, Ciò non consente di dedurre dall’imponibile il compenso per il lavoro prestato e l’opera svolta dall’amministratore unico di società di capitali”. La Risoluzione n. 158 del 27.05.2002 e la n. 113 del 31.12.2012, invece, puntualizzano che “L’art. 60 del TUIR si rivolge “al solo imprenditore individuale/persona fisica e non anche all’impresa esercitata in forma collettiva”.

INVESTIMENTI ALL’ESTERO

L’art. 9 della Legge n. 97/2013 ha introdotto importanti modifiche alla disciplina del Modulo RW riscrivendo integralmente gli articoli 4, 5 e 6 del D.L. n. 167/1990.

Precedente Attuale
Eliminazione della soglia dei 10.000 euro Adesso si deve segnalare tutto
Eliminazioni delle Sezioni I e II Il modello è più complesso
Riduzione delle sanzioni Notizia positiva
Ampliamento dei soggetti tenuti alla segnalazione Società e trust

Nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2013, i codici degli investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria sono:

  1. Conti correnti e depositi esteri
  2. Partecipazioni al capitale o al patrimonio di società non residenti
  3. Obbligazioni estere e titoli similari
  4. Titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa emessi da non residenti
  5. Valute estere da depositi e conti correnti
  6. Titoli pubblici italiani emessi all’estero
  7. Contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti
  8. Polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione
  9. Contratti derivati e altri rapporti finanziari conclusi al di fuori del territorio dello stato
  10. Metalli preziosi allo stato grezzo o monetato detenuti all’estero
  11. Partecipazioni patrimonio di trust, fondazioni o altre entità giuridiche diverse dalle società
  12. Forme di previdenza gestite da soggetti esteri
  13. Altri strumenti finanziari anche di natura non partecipativa
  14. Altre attività estere di natura finanziaria
  15. Beni immobili
  16. Beni mobili registrati (es.: yacht, auto di lusso, aerei, elicotteri, etc.)
  17. Opere d’arte e gioielli
  18. Altri beni patrimoniali
  19. Immobile estero adibito ad abitazione principale

Non è più previsto il codice 99 = altre operazioni. È opportuno tenere presenti le sanzioni previste per le comunicazioni non veritiere:

Investimenti in Paesi a fiscalità ordinaria

Ante L. 97/2013         Dal 10 al 50% degli importi non dichiarati

Post L. 97/2013        Dal   3 al 15% degli importi non dichiarati

Investimenti in paradisi fiscali

Ante L. 97/2013         Dal 10 al 50% degli importi non dichiarati

Post L. 97/2013        Dal   6 al 30% degli importi non dichiarati

Inoltre, presunzione di costituzione di reddito delle somme non dichiarate e raddoppio periodi di accertamento, e sanzione dal 200 al 400%. Si ponga la dovuta attenzione al raddoppio dei periodi di accertamenti, con le relative nefaste conseguenze.

Non devono compilare il modello RW:

a. i frontalieri e i dipendenti pubblici che lavorano all’estero:

* la condizione deve essere soddisfatta per la maggior parte del periodo di imposta;

* bisogna rimpatriare gli investimenti entro 6 mesi dalla cessazione;

* non serve che la condizione sia soddisfatta al 31 dicembre.

b. se la gestione avviene attraverso intermediari

LAVORO AUTONOMO: Incassi e ritenute

Il principio di cassa si ha nel momento di consegna dell’assegno circolare e bancario, e al momento dell’accredito delle somme sul conto corrente in caso di bonifici. Il committente che paga il compenso: adempimenti riferibili al momento in cui è stato effettuato il pagamento. Il professionista che riceve il compenso scomputa la ritenuta subita nell’anno in cui il compenso al quale il prelievo attiene, concorre a formare il proprio reddito. La Risoluzione Ministeriale 68/E/2009 permette lo scomputo della ritenuta a patto che il professionista sia in grado di dimostrare di averla subita tramite fattura e pagamento ricevuto. La Cassazione, però, da sempre si è dimostrata piuttosto rigorosa sul tema, affermando la solidarietà tra il sostituto che ha operato (e non versato) la ritenuta e il sostituito che ha subito tale ritenuta.

PLUSVALENZE RATEIZZABILI

L’art. 86 Tuir utilizza il termine “esercizio”, le istruzioni, invece, utilizzano il termine “periodo d’imposta”. Per la Circolare 38/2010 le plusvalenze si rateizzano in massimo cinque esercizi e le minusvalenze sono deducibili in base all’imputazione a conto economico.

SPONSORIZZAZIONI E PUBBLICITA’

E’ da rimarcare la sentenza delle Commissione Tributaria Provinciale di Mantova (114/01/2013) con la seguente decisione: La contestazione sulla base del comportamento antieconomico non può in sé essere sufficiente poiché l’Ufficio non può sindacare ex post le scelte dell’imprenditore (confermando quanto deciso dalla CTR Marche n. 94 dell’11.11.2011). L’art. 90, comma 8, della Legge 289/2002, precisa che nel caso il soggetto sponsorizzato sia un’associazione sportiva dilettantistica, la deducibilità non può superare Euro 200.000.

Per Assonime (Caso 6/2013), le sponsorizzazioni culturali (DM 19.12.2012), devono essere ricondotte tra le spese di pubblicità sia nel caso della sponsorizzazione tecnica, sia per quella pura, sia per quella mista. Non deducibile, invece, l’ipotesi di “mero ringraziamento”. Per l’OIC 24 è possibile la capitalizzazione delle spese sostenute solo se vi è un ritorno pluriennale della spesa, come nel caso del lancio di un nuovo prodotto. Un’altra soluzione è quella di inserire la spesa totale a conto economico, suddividendola in cinque anni, che, sia pur previsto dall’art. 108, comma 2 del Tuir, non trova consenzienti tutte le Direzioni Regionali.