Circolare fiscale/amministrativa n. 1/2014

a cura del rag. Franco De Renzo (Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano al n. 1447 Commercialista – Revisore Contabile – Consulente Tecnico del Tribunale di Milano)  franco.derenzo@studioderenzo.it

1. ACCERTAMENTO CONTESTUALIZZATO – CASS. 92 DEL 7 GEN. 2014

L’accertamento del maggior reddito dell’impresa deve essere contestualizzato con la realtà anche in presenza di scostamento elevato. La Corte ha ritenuto nullo l’accertamento basato sulle medie di settore raccolte da esercizi commerciali siti nel centro città in relazione ad un esercizio che si trovava in periferia. Tra l’altro, la contribuente interessata risultata congrua con gli studi di settore.

2. ACCERTAMENTO INDUTTIVO – CASS. 27822 DEL 12.12.2013

E’ irrilevante il fatto che il contribuente sottoposto ad accertamento derivante dagli studi di settore dimostri che altre imprese operanti nello stesso settore abbiano dichiarato redditi minori rispetto a quelli risultanti da Gerico. La Cassazione, sentenza 40992/2013, ha chiarito che il superamento delle soglie di punibilità penale può essere misurato anche mediante accertamento induttivo. Sull’argomento è tornata la Cassazione con la sentenza 668/2014 che getterà nello sconforto molti contribuenti e i loro professionisti. Si ricorda che l’accertamento induttivo utilizza le presunzioni semplicissime, che, per definizione, possono non essere gravi, precise e concordanti. Un curatore si è opposto all’accertamento induttivo ai fini Iva, facendo presente che tutte le carte erano depositate in Tribunale e che non era possibile presentarle, anche se l’Agenzia delle Entrate avrebbe potuto verificarle pur tra l’enorme mole di documenti ivi raccolti. I giudici di Cassazione hanno ritenuto legittima la rettifica induttiva sulla base del fatto che essa non ha natura sanzionatoria, per cui una volta che sussiste il presupposto per la sua applicabilità (mancata esibizione dei documenti richiesti), poco rileva che fosse sussistita la forza maggiore. Si ricorda che l’art. 55 del DPR 633/1972 (IVA), a differenza dell’art. 39, comma 2, del DPR 600/1973, non menziona tra le cause di applicabilità il fatto che le scritture contabili non siano disponibili a causa di forza maggiore. Per questo motivo, si potrebbe sostenere, alla luce della tassatività che caratterizza i motivi legittimanti l’induttivo, che se la mancata esibizione è dovuta a forza maggiore, non sussistano proprio i presupposti per l’accertamento.

3. ACCERTAMENTO, LA CRISI GIUSTIFICA LE PERDITE – CTR LOMBARDIA 125/24/2013

La CTR Lombardia ha precisato che gli scostamenti accertati dal Fisco dei ricavi di una società, rispetto a quelli puntuali da studi di settore, non integrano necessariamente il reato di evasione fiscale. E’ possibile, dunque, che le difficoltà economiche avvertite dalla società, aggravate anche dal persistere della congiuntura economica negativa, possano portare ad un disallineamento rispetto ai risultati di Gerico senza che ciò giustifichi, da parte dell’ufficio, l’emissione dell’atto di accertamento basandolo esclusivamente sullo scostamento tra le perdite conseguite dalla società e i ricavi puntuali derivanti dall’applicazione dello studio di settore. Già il collegio di primo grado aveva ritenuto infondato l’atto di accertamento, emesso nei confronti della società, che non aveva partecipato al contraddittorio. Ora, la Commissione regionale ribadisce come lo studio di settore non può essere applicato sic et simpliciter dall’ufficio per l’accertamento. Soprattutto se la società ha conseguito delle perdite, è necessario che l’Amministrazione finanziaria verifichi, in maniera approfondita, le cause del disavanzo, considerando anche fattori come la rilevante esposizione bancaria o lo spossessamento dei beni personali dei soci, per far fronte alle difficoltà economiche aggravate dalla situazione di crisi. Il solo fatto di aver conseguito delle perdite, secondo la Ctr, non può essere considerato dall’ufficio come la conseguenza di un’automatica evasione d’imposta data la situazione di crisi congiunturale in atto.

4. AFFITTO E SCRITTURA PRIVATA – CASS. 37/2014

Costituisce fattispecie elusiva la scrittura privata mediante la quale l’inquilino e il proprietario stabiliscono il canone reale d’affitto, diverso da quello registrato; nel caso di specie, sussiste l’abuso del diritto. In altri termini, ai fini civilistici rileva solo la pattuizione oggetto di registrazione, mentre la violazione sussiste solo ai fini fiscali.

5. AMMINISTRATORE, COMPENSI DEDUCIBILI – CTR MILANO, 182/07/2013

La CTR di Milano, il 19.11.2013, ha stabilito che i compensi corrisposti agli amministratori senza una specifica delibera assembleare sono comunque deducibili dal reddito d’impresa: a tal fine è necessario dimostrare l’effettiva erogazione.

6. ANTIRICICLAGGIO, FOTOCOPIA DEI DOCUMENTI – D.LGS. 231/2007, ART. 19, C. 1 A

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 19, comma 1, lett. a), prima parte del D. Lgs. 231/2007, l’identificazione e la verifica dell’identità del Cliente è svolta, in presenza del Cliente, mediante un documento di identità non scaduto. Le linee guida per l’adeguata verifica della Clientela (da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti) suggeriscono ai professionisti di acquisire fotocopia del documento di identità del Cliente e conservarla nel fascicolo della Clientela. Stessa indicazione è fornita dalla Banca d’Italia nel provvedimento, indirizzato agli intermediari finanziari, recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela (del 3 aprile 2013) dove si richiede di acquisire copia, in formato cartaceo o elettronico, del documenti d’identità originale non scaduto.

7. BANCAROTTA FRAUDOLENTA – CASS. 628 DELL’11.01.2014

La V sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che, nell’ipotesi di bancarotta fraudolenta, il giudice deve applicare, in ogni caso, la sanzione interdittiva fissa di 10 anni per quanto concerne sia l’esercizio dell’attività d’impresa sia la direzione presso le imprese.

8. BENI AI SOCI E FINANZIAMENTI ALLE SOCIETA’ – AGENZIA ENTRATE 22.01.2014

L’Agenzia delle Entrate, il 22.01.2014, ha affermato che per le comunicazioni dei beni concessi in godimenti ai soci e i finanziamenti e le capitalizzazioni, trattandosi di comunicazioni all’Anagrafe tributaria, si applica la sanzione prevista dall’art. 13, comma 2, DPR 605/1973, in base al quale che:

  • chi omette le comunicazioni è punito con la sanzione amministrativa da 206,58 a 5.164,57 euro;
  • chi fornisce comunicazioni incomplete o inesatte, è punito con la sanzione ridotta alla metà.

9. BENI ALL’ESTERO – CIRC. 23.12.2013, N.38/E

La circolare prevede che gli imprenditori individuali e i professionisti devono continuare a indicare gli importi del conto corrente e delle attività detenute all’estro, indipendentemente dal fatto che tali valori siano “tracciati” dalla contabilità ordinaria. Comunque, è significativa la mitigazione della sanzione e della soppressione della “confisca per equivalente”.

10. BONUS MOBILI E IMPIANTO DI ALLARME – TELEFISCO 30.01.2014

La possibilità di godere del bonus mobili e arredi richiede la presenza di un intervento di natura “maggiore” che deve sempre riguardare gli interventi strutturali dell’immobile. Così è stata negata la possibilità di godere del bonus arredi se l’intervento a monte consiste nell’installazione di un impianto di allarme (intervento, quest’ultimo, che può godere della detrazione del 50%).

11. CAPITALI ALL’ESTERO – IL SOLE 03.01.2014, PAG. 15

Atteso per le prossime settimane il decreto legge in materia di rimpatrio dei capitali detenuti all’estero da contribuenti italiani e non dichiarati. In particolare, previsti abbattimenti delle sanzioni amministrative, la non punibilità dell’evasione fiscale pregressa e il divieto di sequestri conservativi sul patrimonio.

12. CASSETTO FISCALE, GESTIONE – COMUNICATO AGENZIA 24.10.2013

Dal 24 ottobre 2013, ogni contribuente può consegnare le “chiavi” del proprio Cassetto Fiscale a 2 intermediari abilitati e non più a uno solo. L’utente è così libero di affidare la consultazione telematica dei propri dati fiscali a più professionisti, per esempio il fiscalista e il consulente del lavoro. Sempre nell’ottica di migliorare i servizi e alleggerire gli adempimenti, entrano nel Cassetto Fiscale anche le informazioni relativi all’archivio informatico degli operatori autorizzati a effettuare operazioni intracomunitarie (Vies). Finora ciascun contribuente poteva autorizzare alla consultazione die propri dati un solo intermediario e per un periodo massimo di 2 anni. Ora è invece possibile, per propria comodità e senza precludere la possibilità di continuare a consultarlo per proprio conto, delegare contemporaneamente due diversi professionisti, per un periodo di quattro anni (per le deleghe conferite dal 24 ottobre 2013). Per conferire le deleghe basta utilizzare le funzionalità disponibili su Entratel o Fisconline (per gli utenti abilitati ai servizi). Gli intermediari che hanno aderito al servizio secondo le previgenti condizioni possono continuare ad utilizzarlo fino al 31.10.2014, essendo tale il termine entro il quale andrà sottoscritta l’adesione al nuovo servizio del Cassetto Fiscale. Le deleghe già attive conservano la loro validità fino alla scadenza originaria.

13. CLASSAMENTO CATASTALE DEGLI IMMOBILI – EUTEKNE 02.01.2014

Il classamento degli immobili deve essere motivato e devono essere spiegati, in modo specifico, sia le ragioni del riclassamento, sia il procedimento revisionale di suddivisone del territorio in microzone.

14. COMPENSAZIONE DI IMPOSTE DAL 1 GEN. 2015 – L. STABILITA’ 2014, COMMA 574

Dal 1° gennaio 2014, la legge di Stabilità 2014 prevede che anche per i crediti relativi alle imposte sui redditi o addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap, l’obbligo per le compensazioni superiori a 15.000 euro di richiedere il visto di conformità della dichiarazione dalla quale emerge il credito. Tale limitazione, in precedenza, era richiesta soltanto per i crediti IVA, mentre per quelli derivanti dalle imposte sui redditi non era necessario alcun adempimento; tuttavia, la compensazione dei crediti da imposte sui redditi presenta meno vincoli rispetto ai crediti Iva. Si ricorda che la compensazione di crediti Iva ha regole più restrittive:

  • Sotto i 5.000 euro non è necessario alcun adempimento; pertanto, si possono utilizzare in compensazione attraverso il modello F24 mediante l’home banking, senza alcuna preventiva dichiarazione annuale Iva;
  • Sopra i 5.000 euro occorre (dal 1° gen. 2012) attendere il 16 del mese successivo alla presentazione della dichiarazione annuale Iva e non può essere pagato normalmente attraverso l’home banking bensì si dovranno utilizzare i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate;
  • Sopra i 15.000 euro, invece, occorre che alla dichiarazione Iva annuale, sia apposto il visto di conformità di un professionista abilitato. Ovviamente si deve sempre attendere il 16 del mese successivo come suddetto per i crediti sopra i 5.000 euro.

15. CONFLITTO DI INTERESSI – CASS. 563 DELL’8.01.2014

Non commette reato il manager o il consulente che permette all’amministratore di partecipare a una delibera societaria pur essendo in conflitto di interessi. La sentenza riduce così di molto la portata applicativa dell’articolo 2391 del codice civile che punisce i conflitti di interessi in ambito societario.

16. CONSIGLI DI AMMINISTTAZIONE E ASSEMBLEE – C.C. 2377, 2381, 2388, 2403

Anche l’art. 2405 si occupa dei Consigli e delle Assemblee. Si ricordano, inoltre, la Sentenza della Cassazione n. 2009 del 1°.04.1982, e la decisione del Tribunale di Milano del 9 giugno 1975. Le assemblee dei soci e i consigli di amministrazione rappresentano le sedi naturali ove sono assunte le decisioni fondamenti della vita aziendale. Attraverso la partecipazione attiva dell’organo di controllo alle riunioni sociali potranno essere reperite notizie sullo svolgimento delle operazioni effettuate dalla società o dalle società controllate. Se il collegio ha delle perplessità sulle decisioni assunte dagli organi sociali, in merito alla loro correttezza, legalità e opportunità, è tenuto a formalizzare nel verbale della riunione espressioni di chiaro dissenso.

17. CONTRIBUTI NON VERSATI, RESPONSABILITA’ PENALE – CASS. 3705 DEL 28.01.2014

E’ stato confermato che la situazione di difficoltà economica della società non libera gli amministratori dalla responsabilità penale se hanno omesso di versare le ritenute sulle retribuzioni erogate ai dipendenti. I giudici hanno precisato, inoltre, che è compito degli amministratori ripartire le risorse disponibili all’atto del pagamento degli stipendi, anche se questo dovesse comportare l’impossibilità di pagare gli stipendi.

18. CREDITI VERSO I CLIENTI – CODICE CIVILE 2424, 2425 E ALTRI

Il Codice Civile non fornisce la nozione di credito, ma procede per elencazione, indicando all’art. 2424, quelli da comprendere nell’attivo circolante (C.II). In particolare, i crediti verso clienti sono riclassificati alla voce C.II.1 che include il valore di:

a)     Fatture emesse;

b)     Cambiali attive;

c)     Fatture da emettere.

Sono poste diminutive:

a)     Il fondo svalutazione crediti;

b)     Le note di accredito a clienti;

c)     Le note di accredito a clienti da emettere.

La definizione di crediti (in generale) è data dall’OIC 15, secondo il quale i crediti rappresentano il diritto a esigere, a una data scadenza, determinati ammontari di disponibilità liquide da clienti o da altri soggetti. La Legge di Stabilità 2014 ha precisato che le perdite su crediti sono deducibili fiscalmente quando sussistono elementi certi e precisi in applicazione dei principi contabili. La cancellazione avviene quando i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito si estinguono, oppure se la titolarità è stata trasferita e con essa sono stati trasferiti tutti i rischi inerenti. L’Organismo Italiano di Contabilità ha pubblicato sul proprio sito la bozza del documento relativa alla disciplina contabile della cancellazione dei crediti, che andrà a integrare il principio n. 15.

19. DEPOSITO CAUZIONALE NEL CONTRATTO DI AFFITTO – LEGGE 392/1978

Per tutelare il proprietario di un immobile contro i possibili danni causati dal conduttore ai locali (la legge prevede che la restituzione deve avvenire nello stato originario, salvo la naturale usura), la legge prevede che si debba versare una somma a titolo di deposito cauzionale. E’ bene ricordare al conduttore che, in presenza di un danno che il proprietario può dimostrare, pur ottenendo l’ingiunzione per il mancato rimborso, si va incontro solo a spese e guai, perché, alla fine, il giudice non potrà non dare ragione al proprietario.

20. DOCUMENTI E NOTIZIE FALSE: FINO A 3 ANNI DI RECLUSIONE – ART. 11, C.1 D.L. 201/2011

La pena prevista dall’art. 11, primo comma del D.L. 201/2011 (c.d. “Decreto Salva Italia”), che assimila la produzione di documenti falsi o le risposte non veritiere ai casi di falsità delle autodichiarazioni, è fino a 3 anni di reclusione chi fornisce all’Agenzia delle Entrate documenti falsi o notizie non veritiere. La norma punisce “chiunque” durante un’attività di accertamento ex artt. 32 e 33 del DPR n. 600/73, o artt. 51 e 52 del DPR n. 633/1972, a seguito delle richieste effettuate dagli accertatori, esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte, oppure fornisce dati o notizie non rispondenti al vero per i quali si configurano reati tributari in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto di cui al D.Lgs. n. 74/2000.

21. DONAZIONI NON FORMALIZZATE – CASS. 634/2013

Per la Cassazione anche il mero bonifico, non formalizzato, effettuato da un genitore ad un figlio, costituisce presupposto per l’applicazione dell’imposta di donazione, perché il presupposto per l’applicabilità dell’imposta sulle donazioni dev’essere individuato nel trasferimento per scopo di liberalità di un diritto o della titolarità di un bene senza che abbia rilevanza alcuna l’inosservanza della forma dell’atto pubblico e, in caso contrario, si elude l’imposta con un sacrificio del principio di capacità contributiva di cui all’art. 53 della Costituzione. L’art. 782 del Codice civile stabilisce che “la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità”. L’art. 55, comma 1, del D. Lgs. 346/1990 stabilisce espressamente che gli atti di donazione sono soggetti a registrazione secondo le disposizioni del testo unico dell’imposta di registro.

22. ENTI LOCALI, REVISORI NELLE PARTECIPATE “NO ESTRATTI” – RATIO MATTINO 20.01.2014

Il decreto Salva-Roma ha cancellato la norma che prevedeva il sorteggio dei revisori nelle partecipate degli enti locali, suscitando il dileggio degli aspiranti revisori legali.

23. FINANZIAMENTO SOCI, COMUNICAZIONE – ITALIAOGGI 07.01.2014, PAG. 25

Ci potrebbero essere pericolosi incroci di dati per i contribuenti dalla comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni e la possibile verifica delle movimentazioni dei depositi bancari, tali da far emergere sia posizioni rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico, sia situazioni di omessa comunicazione da parte dell’impresa dei finanziamenti e delle capitalizzazioni ricevute dai propri soci e familiari.

24. FONDO PARTIMONIALE E AZIONE REVOCATORIA – EUROCONFERENCE NEWE 30.12.2013

Con la recentissima sentenza 27117 del 4.12.2013 della sezione I, la Corte di Cassazione ha ribadito alcuni principi già affermati in materia di fondo patrimoniale. Con riguardo alla problematica della posizione del fideiussore, la Cassazione ha respinto il motivo del ricorso ribadendo il principio secondo cui “l’acquisto della qualità del debitore nei confronti del creditore risale al momento della nascita stessa del credito (e non anche a quello della scadenza dell’obbligazione del debitore principale), sì che è a tale momento che occorre far riferimento al fine di stabilire se l’atto pregiudizievole (nella spese, costituzione di un fondo patrimoniale) sia anteriore o successivo al sorgere del credito, onde predicare, conseguentemente, la necessità o meno della prova della c.d. dolosa preordinazione”.

25. FOTOVOLTAICO, ACCATASTAMENTO – IL SOLE 07.01.2014, PAG. 16

La circolare dell’Agenzia delle Entrate 36/E del 19.12.2013 ammette che gli impianti fotovoltaici (fatta eccezione per quelli di “modesta entità”) sono beni immobili e contiene numerose precisazioni inerenti il trattamento fiscale applicabile al trasferimento di questi manufatti e, ancor prima, le regole per il loro accatastamento che è un imprescindibile presupposto della loro circolazione. L’impianto fotovoltaico è una centrale di produzione di energia elettrica e, come tale, deve essere accatastati nella categoria D/1 oppure nella categoria D/10, se si tratta di impianto strumentale alle attività agricole.

26. IMMOBILI, CEDUTI A VALORI INFERIORI A OMI – CASS. 46165/2013

Costituisce evasione fiscale la dichiarazione di valori, nell’ambito del trasferimento immobiliare, inferiore alle quotazioni OMI. La verifica del giudice penale può sovrapporsi o anche entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata davanti al giudice tributario, poiché nella sede penale deve darsi prevalenza al dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura formale che caratterizzano l’ordinamento tributario, non essendo configurabile alcuna pregiudiziale tributaria.

27. IMMOBILI, VENDUTI E PAGAMENTO AL NOTAIO – LEGGE STABILITA’ 2014, ART. 1 C. 63

La Legge di Stabilità 2014 (art. 1, comma 63) prevede che per la transazioni immobiliari il corrispettivo della vendita sarà consegnato al notaio, al momento della stipula; il notaio, a sua volta, girerà la somma al venditore successivamente alla trascrizione dell’atto nei Registri immobiliari o nel Registro delle imprese.

28. IMU E ALTRE TASSE “COMUNALI” – CORRIERE SERA 05.01.2013, PAG. 8

I primi giorni dell’anno sono tradizionalmente complicati per i Dottori Commercialisti, perché si sommano le scadenze generate dal mese precedente a quelle trimestrali, con l’inevitabile Legge Finanziaria. Stavolta il quadro si è complicato per la confusione in materia di tassazione degli immobili: alcuni adempimenti previsti per fine 2013 sono sforati all’anno nuovo e ora è una corsa contro il tempo per non commettere errori. Se a questo si aggiunge la schizofrenia che sembra colpire alcuni funzionari del ministero, avremo una serie di considerazioni da fare:

IMU: Imposta municipale propria, sostituisce la vecchia Ici e la componente immobiliare dell’Irpef  e delle relativi addizionali. Si applica a tutti gli immobili, comprese le abitazioni principali e le loro pertinenze. Sono tenuti al pagamento dell’Imu i proprietari di immobili o i titolari di diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. La base imponibile è la stesa utilizzata per l’Ici. L’aliquota principale è pari allo 0,76%, modificabile dai Comuni in aumento o diminuzione sino allo 0,3%.

MINI IMU: è la quota residuale dell’IMU sulla prima casa che non si è pagata nel 2013: la seconda rata. Riguarda solo i proprietari di prime case e si deve pagare (salvo possibile modifiche) entro il 24 gennaio 2014, se lo scorso anno il Comune di residenza ha fissato un’aliquota Imu superiore a quella standard del 4 per mille. Il proprietario dovrà pagare il 40% della differenza tra l’Imu risultante dall’aliquota del 4 per mille e quella eventualmente più alta (sino a un massimo del 6 per mille) fissata dal Comune.

TARI: Tassa sui rifiuti. E’ la componente della Iuc (Imposta unica comunale) che copre il costo della raccolta dei rifiuti, come nel passato la Tarsu. La Tari è dovuta da chiunque, a qualsiasi titolo, occupa o conduce locali, indipendentemente all’uso a cui sono adibiti. Spetta ai singoli Comuni decidere su eventuali ipotesi di riduzioni tariffarie, ad esempio: abitazioni con unico occupante, abitazioni tenute a disposizione per uso limitato, fabbricati rurali a uso abitativo.

TASI: Tassa sui servizi indivisibili, è una parte della Iuc insieme alla Tari. Sarà pagata in parte anche dagli inquilini. L’aliquota base sarà dell’1 per mille, ma sarà a discrezione dei Comuni la possibilità di azzerarla oppure elevarla fino al 2,5 per mille sulla prima casa. Mentre sulla seconda casa bisognerà che la somma delle aliquote di Tasi e Imu (questa sopravvive su seconde case e prime di lusso) non superi il 10,6 per mille. Durante Telefisco del 30.01.2014, l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che i professionisti possono detrarre l’IMU pagata per i fabbricati ove svolgano, in via esclusiva, l’attività, mentre nessuna deduzione è possibile per quelli utilizzati in modo promiscuo.

29. INVESTIMENTI CON INCENTIVI – D.M. 27.11.2013 SVIL. ECONOMICO

La Gazzetta Ufficiale n. 19 del 19 gen. 2014 ha pubblicato il decreto ministeriale del 27 nov. 2013 Sviluppo Economico /Economia, con lo sblocco della provvista di 2,5 miliardi di euro assicurata dalla Cassa Depositi e Prestiti per il triennio 2014 -2016, per la realizzazione delle misure legate alla cosiddetta legge Sabatini bis. La Legge, approvata nel decreto del Fare (DL n. 69 del 21 giugno 2013), prevede l’accesso a finanziamenti e a contributi a tasso agevolato per le micro, piccole e medie imprese che effettuano investimenti, anche mediante leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali, attrezzature produttive, hardware, software e tecnologie digitali. Gli investimenti che possono essere finanziati sono quelli che sono destinati alla creazione di una nuova unità produttiva; all’ampliamento di una unità produttiva esistente; alla diversificazione della produzione di uno stabilimento; al cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente. Il meccanismo agevolativo per favorire l’acquisto o il leasing di beni strumentali consiste nel riconoscimento di un contributo in conto interessi, che sarà concesso, entro il 31 dicembre 2016, dalla banca o dall’intermediario finanziario sul plafond di provvista stanziato.

30. IRAP, PROFESSIONISTI E AUTONOMA ORGANIZZAZIONE – CASS. 27213 DEL 16.10.2013

E’ considerato soggetto passivo Irap colui che si avvalga, nell’esercizio dell’attività di lavoro autonomo, di una struttura organizzata in un complesso di fattori che, per numero, importanza e valore economico, sono suscettibili di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al suo know-how. Il presupposto dell’imposta è escluso quando il risultato economico trova ragione esclusivamente nell’auto organizzazione del professionista o, comunque, quando l’organizzazione da lui predisposta abbia un’incidenza marginale e non richieda necessità di coordinamento.

31. IVA, COMPLESSI RESIDENZIALI – ITALIAOGGI 02.01.2014, PAG. 26

L’Agenzia delle Entrate, sul presupposto che il classamento delle unità immobiliari è basato sulle caratteristiche costruttive e l’uso appropriato delle stese, che ne determinano la destinazione ordinaria e permanente. Pertanto, le unità abitative cedute, comprese in un complesso RTA e di categoria A scontano l’IVA al 4% o al 10%, in relazione ai requisiti soggettivi dell’acquirente.

32. IVA, MANCATI VERSAMENTI – ITALIAOGGI, 27.01.2014, PAG. 11

Il mancato pagamento dell’Iva comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del 30%. Se l’imposta dovuta supera 50.000 euro, si applica la sanzione penale della reclusione da 6 mesi a 2 anni qualora l’inadempimento si protragga oltre la scadenza del termine di pagamento dell’acconto del periodo successivo. Con la sentenza 3639 del 27.01.2014, la Cassazione ha sancito l’importanza dell’accantonamento dell’Iva da parte degli imprenditori, i quali rispondono del reato di omesso versamento dell’imposta anche se lo hanno fatto per far fronte ad altre esigenze aziendali.

33. LAVORO, AUMENTO DEL TICKET LICENZIAMENTO – LEGGE FORNERO 92/2012

Il 2014 inizia con un incremento del ticket sui licenziamenti, introdotto dalla Legge Fornero, in vigore dal 1° gennaio 2013 e dovuto in tutti i casi in cui si verifichi la risoluzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Il nuovo valore è stabilito in euro 40,80 mensili (euro 489,61 per ogni anno di anzianità del lavoratore licenziato) a seguito della rivalutazione Ista dell1,2 per cento della somma limite prevista dalla Legge 92/2012 presa a riferimento dall’Inps, passando nel 2014 da euro 1.180 a 1.194,16. La contribuzione a carico del datore di lavoro spetta anche qualora il lavoratore, pur avendone diritto, non percepisca effettivamente l’indennità. Esclusi dall’obbligo di versamento, con alcune eccezioni, i casi di licenziamento intervenuto a seguito di dimissioni, risoluzioni consensuali e decesso del lavoratore. Il termine del pagamento è stabilito alla scadenza della denuncia contributiva successiva a quella del mese in cui si verifica l’interruzione del rapporto di lavoro.

34. LOCAZIONI, NO IN CONTANTI – ART. 1, C. 50 LEGGE STABILITA’ 2014

L’art. 1, comma 50 della Legge di Stabilità per il 2014 introduce una deroga alle regole “usuali” in tema di utilizzo del denaro contate (consentito sino a 999,99 euro); si prevede, infatti che “i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità ai che ai fini dell’asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore”. Le conseguenze sanzionatorie per eventuali variazioni non sono di poco conto: infatti, la misura oscilla dall’1% al 40% dell’importo trasferito.

35. LOCAZIONI, REGISTRAZIONE CONTRATTI – AG. ENTRATE 03.02.2014

Dal 1° feb. 2014, l’imposta di registro, i tributi speciali e compensi, l’imposta di bollo, le relative sanzioni ed interessi, connessi alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili, sono versati mediante il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 elide). Per evitare di disorientare i contribuenti e per consentire agli intermediari di disporre del tempo necessario per l’adeguamento delle procedure attualmente in uso alle nuove modalità di pagamento, sino al 31.12.2014 è possibile utilizzare il modello F23, in alternativa al modello F24.

36. MAGAZZINO, OBBLIGO DELLA CONTABILITA’ – ART. 16 D.P.R. 600 DEL 29.9.1973

La tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino è obbligatoria qualora il contribuente superi determinati valori dei ricavi (5.164.568,99 euro) e delle rimanenze (1.032.913,80 euro), e tali limiti sono stati superati contemporaneamente per 2 esercizi consecutivi. Le scritture devono essere tenute a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale, per la seconda volta, entrambi i limiti sono stati superati. L’omessa tenuta o la mancata esibizione della contabilità di magazzino consente l’applicazione dell’accertamento induttivo. L’obbligo di tenuta della contabilità di magazzino cessa dal primo periodo d’imposta successivo a quello in cui, per la seconda volta consecutivamente, l’ammontare dei ricavi o il valore delle rimanenze è inferiore ai limiti previsti.

37. MINIMI, REGIME DEI – IL FISCO 1/2014, PAG. 37-42

E’ stata autorizzata la proroga alla fine del 2016 del regime per i contribuenti “minimi” in scadenza il 31.12.2013; lo ha stabilito il Consiglio europeo con decisione 2013/678/Ue del 15.11.2013. L’Italia potrà continuare, quindi, a non applicare l’imposta sul valore aggiunto sui soggetti passivi cosiddetti “minimi”, per i quali è stata innalzata la soglia del volume d’affari a Euro 65.000. Il legislatore italiano deve ora decidere se modificare il suddetto limite.

38. PATRIMONIO, STRUMENTI DI TUTELA – RIFLESSIONI PERSONALI

Mentre per pagare le tasse e per morire c’è sempre tempo, è necessario porre molta attenzione sulla tutela del patrimonio e su cosa può succedere per l’eventuale passaggio del comando nelle aziende. La legge e la prassi ci aiutano sia con i “PATTI DI FAMIGLIA” sia con il più nuovo “TRUST” che non esiste ancora nella nostra legislazione, ma che la Comunità Europea ci ha costretti a recepire. Pur rifacendosi a leggi inglesi, l’esame delle possibilità offerte è ampio e tale da potersi adeguare a tante e differenti realtà. La prima cosa da tenere presente, comunque, è che l’imprenditore si deve “spogliare” della titolarità delle proprie quote o azioni e pensare a cosa fare per godersi in serenità la pensione e (auguro) i tanti anni che gli rimangono da vivere. Fatto questo piccolo preambolo, rimango a disposizione per fornire maggiori informazioni.

39. PERDITE SU CREDITI – IL SOLE 20.01.2014, PAG. 27

Le perdite derivanti dalla cancellazione di crediti dal bilancio sono automaticamente deducibili, anche per i soggetti che adottano gli standard contabili nazionali, senza l’obbligo di dover dimostrare, caso per caso, l’esistenza degli elementi certi e precisi che provano la definitività della perdita. La Legge di Stabilità (L. n. 147/2013, art. 1, co. 160) modifica l’art. 101, co. 5, ultimo periodo del Tuir. In tal modo, il legislatore ha proseguito l’opera di semplificazione iniziata con il D.L. n. 83/2012.

40. POS PROFESSIONISTI – MIN. SVIL. ECON. NOTA 20.01.2014

E’ precisato che è stato inviato il testo del decreto Pos alla banca d’Italia e al Ministero delle finanze per il necessario concerto. L’obbligo di accettare le carte di debito interessa tutte le transazioni di importo superiore a euro 30. Fino al 30 giugno 2014, son interessati dall’obbligo di accettazione di pagamenti elettronici quelle attività commerciali e professionali che abbiano un fatturato, riferito all’anno precedente, superiore a 200.000 euro.

41. POSIZIONE FINANZIARIA NETTA – EUTEKNE 20.01.2014

La Posizione Finanziaria Netta (PFN) è utile per valutare la situazione finanziaria di un’impresa, e si affianca ai più tradizionali indici e margini quali il rapitale circolante netto, l’indice di disponibilità, ecc. Essa rappresenta l’indebitamento finanziario complessivo dell’impresa ad una determinata data ed è un indicatore che è sempre più utilizzato nell’ambito delle analisi finanziarie. La PFN è, infatti, ad esempio, la base di partenza per il calcolo degli indicatori di sostenibilità del debito finanziario ed è costantemente monitorata nella valutazione della sostenibilità finanziaria dei business plan redatti nell’ambito dei piani di ristrutturazione. La PFN è un tipico indicatore di performance finanziaria, di cui non esiste un’unica definizione delle modalità di calcolo nell’ambito né dei principi nazionali né dei principi IAS/IFRS.

42. REATI TRIBUTARI E DICHIARAZIONE INFEDELE – CASS. 42151 DEL 14.10.2013

Tra i vari reati tributari, quello di presentazione di una dichiarazione infedele, disciplinato dall’art. 4, D. Lgs. 10.03.2000, n. 74, è commesso quando, con dolo, un soggetto ometta di versare le imposte sui redditi o l’Iva per importi superiori a Euro 50.000, in conseguenza di una mancata indicazione di elementi attivi o di un’indicazione di elementi passivi fittizi, per un ammontare superiore a determinate soglie di punibilità. Con la Sentenza penale 14.10.2013, n. 42151, i Supremi Giudici della Corte di Cassazione hanno statuito come rientrino nella nozione di elementi passivi fittizi non solo quelli transitati in bilancio, ma anche le deduzioni di natura extracontabili effettuate direttamente in Unico, quando non spettanti. Non solo. Nella stessa sentenza è asserito come eventuali condizioni di incertezza nell’applicazione della norma non consentano di dimostrare l’assenza di dolo, potendo sempre il contribuente richiedere il preventivo parere dell’Amministrazione Finanziaria, mediante presentazione dell’interpello cd. Interpretativo di cui all’art. 11, L. 27.7.200, n. 212.

43. REDDITOMETRO, ILLEGITTIMO SE IL CONTRIBUENTE RISPARMIA – CASS. 21994 DEL 25.09.2013

La Cassazione infligge un duro colpo al redditometro perché è illegittimo l’accertamento sintetico basato sull’alto tenore di vita se il contribuente dimostra che è frutto di risparmi accumulati negli anni, accogliendo così il ricorso di due coniugi, destinatari di un accertamento Irpef per l’alto tenore di vita tenuto, fra acquisti di auto, immobili e viaggi compiuti. I due, in sede di contraddittorio, avevano dimostrato di aver accantonato negli anni una certa ricchezza, oltre un milione di euro, ottenendo così l’annullamento dell’atto impositivo. Più volte ho personalmente suggerito di preparare la situazione patrimoniale personale ogni anno. A maggior ragione, dopo questa sentenza, è indispensabile dimostrare al Fisco che il nostro tenore di vita potrebbe derivare da dismissioni di precedenti risparmi, e in questo potremmo essere aiutati da prospetti non difficili da preparare e che certamente ci aiuterebbero ad evitare molti probabili grossi problemi.

44. REDDITOMETRO, PRESUNZIONE SEMPLICE – CASS. 23554 DEL 20.12.2013

La Cassazione ha inquadrato il redditometro tra le presunzioni semplici, facendo ricadere sul Fisco l’onere probatorio. Nel giudizio, favorevole ad un contribuente sottoposto ad accertamento sintetico dopo l’adesione al concordato di massa, i giudici precisano che “l’accertamento sintetico disciplinato dal DPR 600/1973, art. 38, già nella formulazione anteriore a quella successivamente modificata dal D.L. 78/2010, art. 22, convertito in Legge n. 122 /2010, tende a determinare, attraverso l’utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo presunto del contribuente mediante i c.d. elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale”. Al contrario di precedenti pronunce, che inquadravano il vecchio redditometro fra le presunzioni legali, la Corte qualifica, come presunzione semplice, lo strumento di accertamento utilizzato dal Fisco, includendo in quest’ultimo giudizio anche il “nuovo” redditometro previsto dal D.L. 78/2010.

45. RENDICONTO FINANZIARIO E BILANCIO – IL SOLE 28.01.2014, PAG. 17

Il rendiconto finanziario fornisce informazioni di natura finanziaria non ottenibili dallo stato patrimoniale e dal conto economico. Il rendiconto presenta le cause di variazione, positive e negative, delle disponibilità liquide e, pertanto, fornisce indicazioni utili per valutare la situazione finanziaria della società o del gruppo. L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), tenuto conto dell’importanza informativa del rendiconto finanziario, ha deciso di emanare uno specifico principio contabile, stralciando dall’attuale Oic 12 le relative indicazioni. L’Oic ne raccomanda la redazione a tutte le tipologie societarie, anche se il codice civile non la prevede espressamente: il rendiconto è incluso nella nota integrativa. Il nuovo Oic 10 elimina l’impostazione del rendiconto basata sul capitale circolante netto, presente nell’Oic 12, ormai obsoleta e non prevista dalla prassi internazionale, prevedendo quale risorsa finanziaria le disponibilità liquide, nelle quali sono compresi gli strumenti regolati a vista utilizzati per soddisfare sbilanci di cassa dovuti a esigenze quotidiane o comunque di brevissimo periodo.

46. RITENUTE D’ACCONTO SUBITE – CTP SONDRIO 27/03/2913

La CTP ha precisato che il professionista che ha percepito il compenso al netto della ritenuta d’acconto del 20% operata, ma non versata dal committente, è legittimato a detrarla non potendo “pagare due volte, e certamente non per sua colpa”. La Cassazione non condivide questo orientamento.

47. RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA – IL SOLE 18.01.2014, PAG. 19

L’elevato costo dell’imposta sostitutiva unito al rinvio al 2016 della deducibilità dei maggiori valori attenua fortemente le opportunità fiscali derivanti dalla rivalutazione disposta dalla legge di Stabilità (L. 147/2013). L’adeguamento dei valori genera indubbi vantaggi per chi pianifica vendite di beni plusvalenti a partire dal 2017. I benefici che si possono trarre dal provvedimento sono prevalentemente di natura civilistica. La norma, per le imprese che hanno importi di bilancio sottostimati, consente, infatti, di far emergere maggiore patrimonio netto (attraverso l’iscrizione della riserva di rivalutazione) da utilizzare sia per la copertura di perdite) evitando l’insorgenza di situazioni di abbattimento del capitale e la richiesta di nuovi apporti dei soci), per migliorare la propria posizione nei confronti dei terzi e del sistema creditizio. Nel bilancio 2013, tra l’altro, il vantaggio della rivalutazione è doppio: all’aumento del patrimonio netto si affianca, infatti, lo stanziamento di ammortamenti sui valori ante rivalutazione (Oic 3/2009), senza dunque particolari penalizzazioni del conto economico. La scarsa convenienze fiscale deriva, oltre che dall’onere per l’imposta sostitutiva, dal rinvio al 2016 della rilevanza fiscale dei maggiori valori. Altri possibili effetti da considerare nella scelta sono l’impatto della rivalutazione sull’Ace delle società di persone (per le quali tutto il patrimonio netto è agevolato), con un beneficio immediato (deduzione del 3% dall’imponibile) nel versamento dell’Irpef dei soci del 16 giugno prossimo. L’incremento patrimoniale non dovrebbe invece avere efficacia per l’incentivo delle società di capitali, trattandosi di posta valutativa e soggetta a vincoli di distribuzione (Assonime, circolare 17/2012).

48. SCRITTURE NON TENUTE = BANCAROTTA FRAUDOLENTA – CASS. 769 DELL’8.01.2014

La Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta disposta, dai giudici dei gradi precedenti, nei confronti dei titolari di una ditta individuale che operava in contabilità semplificata. Secondo la Suprema Corte, in particolare, anche per questo tipo di imprese vige l’obbligo di tenuta delle scritture e dei libri di cui all’articolo 2214 del Codice Civile e, in modo particolare, del libro giornale e del libro degli inventari, indicati dallo stesso articolo 2214 come scritture contabili obbligatorie per chi esercita un’attività commerciale, sia ai fini civili che a quelli penali previsti dalla legge fallimentare. Confermate anche la pena principale a tre anni di reclusione e quella accessoria a dieci anni di interdizione dall’attività imprenditoriale. Quest’ultima statuizione, in particolare, non è stata ritenuta eccessiva rispetto al minimo della pena principale irrogata nei confronti del condannato in quanto – ha sottolineato la Corte – la pena accessoria che consegue alla condanna per il delitto di bancarotta fraudolenta ai sensi dell’articolo 216, ultimo comma, della legge fallimentare, è disposta in maniera fissa ed inderogabile a prescindere dalla durata della pena principale.

49. SINDACI, CASSAZIONE INFLESSIBILE SUI DOVERI – EUTEKNE, 02.01.2014

Il 2013 è stato un anno giudiziario non semplice per i sindaci di società di capitali. La Cassazione, infatti, con molteplici pronunce ha decretato che il controllo degli stessi non può limitarsi alle mere verifiche contabili e formali, ma deve estendersi anche al contenuto della gestione, chiedendo ai controlli sindacali sempre più analisi di merito oltre che di legalità. La Cassazione ha sempre avuto questo orientamento, ma, nel corso del 2013, ben quattro pronunce hanno sicuramente “cristallizzato” ormai tale severo orientamento, rendendolo difficilmente eludibile anche in seno alla giurisprudenza di merito.

Pronuncia 13.081 del 27.05.2013

E’ stato ribadito che ai sindaci è richiesto un controllo di legalità non puramente formale, ma esteso al contenuto sostanziale dell’attività sociale e dell’azione degli amministratori, allo scopo di verificare che le operazioni poste in essere da questi ultimi non travalichino i limiti della corretta amministrazione.

Pronuncia 23.223 del 14.10.2013

E’ stato imputato ai sindaci di non aver intercettato fatture fittizie assolutamente incongrue rispetto all’attività aziendale, non rilevando, quindi, poste di bilancio palesemente ingiustificate e, dall’altro, è stato ribadito che il controllo dei sindaci non deve rivolgersi solo all’operato degli amministratori, ma anche di tutti coloro che operano all’interno della società come il revisore legale, direttore generale, direttore amministrativo. Nel caso specifico la vertenza era nata nel 1986, quando i Sindaci avevano espresso giudizio positivo all’approvazione del bilancio, consentendo così di evidenziare una perdita inferiore rispetto a quanto accertato successivamente.

Il presupposto giuridico della responsabilità civile in generale, così come per il sindaco, è la presenza contemporanea di colpa, danno e nesso causale, cioè rapporto causa effetto, tra i primi due fattori. Il carattere contrattuale del rapporto tra Sindaco e Società comporta inoltre l’inversione, ai sensi dell’art. 1218 C.C., dell’onere della prova, a carico del Sindaco. La Sentenza conferma il già formato filone giurisprudenziale, secondo cui la disciplina dell’art. 2407 C.C., che prevede la responsabilità dei sindaci “quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica”, non conduce ad invertire a carico dell’organo di controllo l’onere di provare anche l’assenza di nesso causale, che rimane pur sempre a carico di parte attrice, e non convenuta. In altri termini, la presunzione opera limitatamente alla condotta colposa, non estendendosi al nesso causale e al danno.

Il danno di cui il Collegio Sindacale è riconosciuto responsabile, è pari al solo ampliamento dell’indebitamento ingeneratosi in conseguenza all’inattività del Collegio, e, quindi, nella fattispecie dalla fine del 1986 alla data di fallimento.

Pronuncia 24.362 del 29.10.2013

I sindaci devono intercettare le fatture per operazioni inesistenti atte a dissimulare la perdita di capitale e, quindi, devono estendere il loro controllo al contenuto della gestione, per i quali “deve essere accertato che un diverso e più diligente comportamento di questi ultimi nell’esercizio dei loro compiti sarebbe stato idoneo ad evitare le negative conseguenze degli illeciti compiuti dagli amministratori”.

Pronuncia 15.019 del 14.06.2013

I rigidi orientamenti dei giudici di legittimità vanno oltre, consolidando un ulteriore orientamento e cioè quello che la complessità aziendale (in questo caso della struttura organizzativa di una società bancaria) non può costituire alcun esimente a favore della deresponsabilizzazione di ciascun membro del collegio sindacale (come d’altronde aveva già deciso con la sentenza 8 febbraio 2005 n. 2.538, in merito alla difficoltà palesata dall’organo di controllo di valutare la congruità delle riserve tecniche di una compagnia di assicurazione).

In merito alla responsabilità dei sindaci, sia consentito affermare che, da un lato la riduzione diretta dei compensi in atto (conseguenza dell’abrogazione delle Tariffe professionali dei Dottori Commercialisti) e, dall’altro, quella “indiretta” attraverso l’introduzione del sindaco unico (a cui spesso è proposto la riduzione dei due terzi dell’emolumento del vecchio collegio), mal si conciliano con tale inasprimento giudiziario, rendendo sempre più una funzione fino ad oggi qualificante per i Dottori Commercialisti, un incarico che, in molte circostanze, potrebbe essere opportuno evitare.

50. SITUAZIONE ECONOMICA – DAVOS, SUMMIT MONDIALE

A Davos, il 25/01/2014, i Governatori delle banche centrali: europea (Mario Draghi), giapponese (Haruhiko Kuroda) e inglese (Mark Carney), con i maggiori studiosi mondiali di economia, hanno convenuto:

a)   Il 2014 sarà un anno di ripresa “debole”, “fragile” quanto si vuole, ma, comunque, di ripresa;

b)   Le basi, i fondamentali dei mercati finanziari (liquidità, volumi delle transazioni, rapporto tra quotazioni e valori effettivi), sono sostanzialmente in ordine. La volatilità degli ultimi giorni e la caduta dei listini non devono allarmare;

c)   La schiarita dopo sei anni di crisi è, appunto, solo una schiarita. Le cose da fare sono ancora molte e tutte complesse. Giusto, quindi, non spingersi oltre un “cauto” (Draghi) o “consapevole” (Kuroda) ottimismo.

Robert Shiller, classe 1947, premio Nobel per l’Economia, ha dichiarato: “Le persone non guardano i fondamentali dell’economia, ma osservano i comportamenti degli altri. Probabilmente è vero che le basi dell’economia sono migliorate. Ma siamo ancora nel pieno di una drammatica crisi di fiducia”.

51. UNICO INFEDELE – CASS. 27712 DELL’11.12.2013

E’ stato ritenuta legittima, in presenza di dichiarazione infedele non firmata dal contribuente e con errori imputabili al commercialista, l’applicazione delle sanzioni.

52. VISTO DI CONFORMITA’ – LEGGE 147/2013

La Legge di Stabilità 2014 ha introdotto l’obbligo di rilascio del visto di conformità per i crediti riguardanti imposte dirette, ritenute alla fonte e imposte sostitutive in relazione a importi superiori a 15.000 euro annui. Il limite deve essere considerato autonomo per ogni tipologia di credito di imposta.