Circolare fiscale/amministrativa n. 4/2014

a cura del rag. Franco De Renzo (Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano al n. 1447 Commercialista – Revisore Contabile – Consulente Tecnico del Tribunale di Milano) franco.derenzo@studioderenzo.it

1. ABUSO DI DIRITTO – CASS. 8847 DEL 16.4.2014

Il fisco non può contestare l’elusione solo sulla base di fatture per consulenze generiche e con mancanze formali. Non rileva neppure il pagamento in percentuale rispetto ai ricavi né la ripartizione dei costi fra società collegate.

2. ACCERTAMENTO INDUTTIVO – CASS. 17982 DEL 19.4.2014

L’accertamento induttivo può fondare anche il sequestro preventivo per equivalente quando l’evasione supera le soglie penali. Nella fase cautelare del procedimento penale, infatti, è sufficiente valutare la sussistenza del “fumus” del reato e non l’accertamento dei gravi indizi di colpevolezza, tanto più se questi non sono stati contrastati in sede difensiva.

3. AMMINISTRAZIONE E SICUREZZA – CASS. PEN. 21628 DEL 20.5.2013

“Il presidente del consiglio di amministrazione di una società di capitali non può, da solo, essere considerato rappresentante della società, appartenendo la rappresentanza all’intero consiglio di amministrazione, salvo delega conferita ad un singolo consigliere, amministratore delegato, in virtù della quale l’obbligo di adottare le misure antinfortunistiche e di vigilare sulla loro osservanza si trasferisce dal consiglio di amministrazione al delegato, rimanendo in capo al consiglio di amministrazione residui doveri di controllo sul generale andamento della gestione e di intervento sostitutivo nel caso di mancato esercizio della delega…la responsabilità penale del datore di lavoro non è esclusa per il solo fatto che sia stato designato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, trattandosi di soggetto che non è titolare di alcuna posizione di garanzia rispetto all’osservanza della normativa antinfortunistica e che agisce, piuttosto, come semplice ausiliario del datore di lavoro, il quale rimane direttamente obbligato ad assumere le necessarie iniziative idonee a neutralizzare le situazioni di rischio (Sez. 4, 12.08.201 depositata il 26.08.2010 Rv 247966). Così delineata tale figura, appare evidente la differenza con l’istituto della “delega di funzioni” attualmente previsto dall’art. 16 D. Lgs. 81/2008. Solo tale istituto, comportando il subentro del delegato nei poteri e nelle prerogative connesse alla posizione di garanzia del datore di lavoro, quale diretto destinatario degli obblighi inerenti la sicurezza dei lavoratori, determina un esonero di responsabilità di quest’ultimo in quanto le funzioni anzidette vengono trasferite al delegato”.La IV Sezione Penale della Cassazione ha emesso la sentenza che è necessaria sia vagliata dagli imprenditori nella maniera adeguata.

La sentenza sembra confermare che in un Consiglio di amministrazione è opportuno nominare un amministratore delegato alla sicurezza che possieda reali capacità e potere decisionale esclusivo e autonomo, anche facendosi aiutare da altri, ma che il tutto deve avvenire come prescritto dall’art. 16 del D. Lgs. 81/2008 e cioè con mandato notarile a doppia firma (anche il delegato per accettazione), con la delega, in materia di sicurezza, di tutte le funzioni di organizzazione, gestione e controllo, con autonomia di spesa a soggetto professionalmente adeguato, informato ed esperto. Considerate le dimensioni dell’impresa, potrebbe essere addirittura meglio dotarsi di un Organismo di Vigilanza per svolgere concretamente e professionalmente le funzioni di supervisione e controllo.

4. ASSEMBLEE NON CONVOCATE – CIRC. 72265 DEL 29.4.2014 MISE

La sanzione amministrativa va da 1.032 a 6.197 euro, ed è applicabile agli amministratori e ai sindaci delle società per mancata convocazione assembleare.Le Camere di Commercio hanno il potere di accertamento, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni in relazione alle ipotesi previste dall’art. 2631 (omessa convocazione delle assemblee) del codice civile.

5. ASSEMBLEE SOCIALI – TRIB. MILANO 13.3.2014

Il Tribunale di Milano (ordinanza 8685/2014 -1) ha sancito che anche se l’assemblea di una Srl è convocata in modo regolare, l’avviso di convocazione potrebbe non essere pervenuto al socio (per cause a lui non imputabili) in tempo utile per consentire l’esercizio dei suoi diritti d’intervento e di voto. In questo caso la procedura di convocazione è irregolare, l’assemblea non è legittimamente costituita e le sue deliberazioni sono invalide.

6. AVVIAMENTO NELLE COMPRAVENDITE – CTR MILANO 73/29/2013

Si deve tener conto, ossia, di quei costi e quelle componenti negative indeducibili che, anche se non concorrono all’utile fiscale, gravano comunque sull’azienda. Per il calcolo, in definitiva, non basta prendere a base il reddito fiscale dichiarato dall’azienda.La CTR ha precisato che il calcolo del valore di avviamento, da eseguire con il criterio matematico anche se abrogato, deve prendere a riferimento un reddito medio che ricomprenda tutti quegli elementi che, benché non abbiano trovato spazio nelle dichiarazioni dei redditi “hanno certamente comportato una riduzione del reddito effettivo”.

7. BANCAROTTA FRAUDOLENTA – CASS. PEN. 17954/2014

Il patteggiamento per bancarotta con pena sotto i due anni di carcere salva l’imprenditore dalle sanzioni accessorie (inabilitazione all’esercizio d’impresa commerciale e incapacità a esercitare uffici direttivi in qualsiasi impresa).

8. BENI AI SOCI E FINANZIAMENTI ALLE SOCIETA’ – AG. ENTRATE 54581 DEL 16.4.2014

Il nuovo termine, a regime, è fissato per il trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine di trasmissione del modello unico relativo al periodo d’imposta in cui i beni permangono in concessione/godimento e i finanziamenti sono stati ricevuti.Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 54581 del 16.04.2014 ha ufficializzato la proroga della comunicazione all’Anagrafe tributaria dei beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore e dei dati dei soci che effettuano finanziamenti nei confronti dell’impresa.

9. BENI PIGNORABILI ANCHE AI FAMILIARI – CASS. 28913 DELL’8.7.2013

Ai fini della misura è necessario solo il legame fiduciario fra i proprietari delle quote sociali e l’indagato che, di fatto, ne conserva la gestione.I beni del presunto evasore fiscale possono essere oggetto di sequestro per equivalente, anche se sono intestati a stretti familiari e, quindi, tanto in caso di interposizione fittizia, quanto in caso di interposizione reale.

10. BILANCIO E CONTINUAZIONE AZIENDALE – ART. 2423-BIS C.C.

L’argomento della continuità aziendale è di estrema attualità a causa del perdurare della difficile situazione economica a livello internazionale e delle incertezze che da questa discendono.La continuità aziendale nella redazione del bilancio prevista dall’art. 2423-bis del Codice civile, è attentamente vagliata dal Principio di revisione n. 570, dalle Norme di comportamento n. 9, 10 e 11 CNDCEC, dal Principio contabile internazionale IAS 1, dal Doc. Assirevi n. 138 e n. 176, dal Comunicato Consob n. 9012559, dal Documento Banca d’Itali, Consob e Isvap 6.02.2009, n. 2, dalla Commissione Revisione UNGDCEC del 25.05.2010. Il bilancio deve essere redatto nella prospettiva della continuazione dell’attività, a meno che questa sia venuta meno: in tale ipotesi, i criteri di valutazione cambiano. Il principio Oic 11 ribadisce che la funzione del bilancio è di fornire informazioni patrimoniali, finanziarie ed economiche dell’impresa in funzionamento; l’Oic 29 precisa, invece, che si deve tenere conto dei fatti avvenuti successivamente alla data di riferimento del bilancio che possono far venire meno il presupposto della continuità aziendale. Il revisore, nell’espressione del giudizio sul bilancio dell’esercizio, deve tenere conto della capacità dell’azienda di perdurare oppure deve individuare il momento effettivo in cui l’azienda non è più in grado di operare secondo il presupposto della continuità aziendale, al fine di preservare il patrimonio aziendale residuo e verificare la corretta esposizione del bilancio in termini liquidatori.

11. CARTELLA CHARA – CASS. 8934/2014

E’ illegittima la cartella che si limiti ad una motivazione “incomprensibile” quando non è stata preceduta da un atto prodromico, perché deve essere preceduta da un motivato avviso di accertamento, con giustificazioni congrue, sufficienti ed intellegibili.

12. CONFISCA ANNULLABILE ANCHE NELLE PMI – CASS. 16665 DEL 16.4.2014

Un giudice non può disporre in modo automatico la confisca di un bene di proprietà di una società senza prima valutare l’incolpevole estraneità della società al reato commesso dal suo legale rappresentante.

13. FONDO PATRIMONIALE E AZIONE REVOCATORIA – IL SOLE 30.4.2014, PAG. 43

In gergo tecnico, si dice che nell’ambio del “patrimonio generale” del proprietario si origina un sottoinsieme rappresentato dai beni vincolati, impermeabile alle sorti del primo. Nessuno, tuttavia, nasconde che, in alcuni casi, la sottoposizione a fondo patrimoniale di determinati beni non è effettuata, in realtà, per il fine primario (e cioè quelle di destinazione dei beni vincolati a favore della famiglia), quanto al fine di “sfruttare” l’effetto secondario che dal fondo deriva, e cioè la protezione dei beni vincolati in fondo, rispetto alle pretese dei creditori del disponente.Il fondo patrimoniale, disciplinato dagli articoli 167 e seguenti del codice civile, è stato istituito dal legislatore della riforma del diritto di famiglia (Legge 151/1975) per permettere ai coniugi di destinare determinati beni di proprietà di taluno di essi, e i loro frutti, a “far fronte ai bisogni della famiglia” formata dai coniugi e dai loro figli. L’effetto dell’istituzione del fondo patrimoniale è quello di rendere “insensibili” i beni vincolati al fondo rispetto ai creditori del soggetto che sia il proprietario dei cespiti: la destinazione di un bene a fondo patrimoniale ne comporta per il suo “isolamento”, rispetto al restante patrimonio del proprietario, con la conseguenza che i creditori di costui possono mandare a esecuzione tutto il patrimonio del loro debitore, ma senza poter escutere i beni vincolati in fondo.

Al riguardo c’è, però, da fare un’importante precisazione. Se è vero che il fondo protegge i beni vincolati nel caso in cui, alla data della sua istituzione, il soggetto disponente sia estraneo a pretese creditorie, quando invece, l’altrui diritto di credito sia già sorto, la nostra legislazione protegge le ragioni dei creditori, il cui principale rimedio consiste nella facoltà di esercitare l’azione revocatoria.

Chi poi pensasse di poter aggirare il Fisco, deve confrontarsi con l’art. 11 del D. Lgs. 74/2000, il quale punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a imposte di ammontare complessivo superiore a 50.000 euro, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altri beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni e interessi è superiore a 200.000 euro, si applica la reclusione da un anno a sei anni.

Il Tribunale di Padova, con sentenza depositata l’11 febbraio 2014, ha deciso che può essere oggetto di revocatoria la costituzione di un fondo patrimoniale effettuata per eludere il soddisfacimento dei creditori.

14. INCERTEZZA FISCALE NON PAGATA – ITALIAOGGI 18.4.2014, PAG. 27

La Cassazione (sentenza 8935 del 17.04.2014) spinge l’acceleratore sull’applicabilità dell’incertezza normativa nell’ambito del procedimento tributario. Non paga, infatti, le sanzioni il contribuente che presenta in ritardo la dichiarazione dei redditi a causa dei comunicati stampa dell’amministrazione finanziaria sibillini e poco chiari circa scadenza o proroga dell’adempimento.

15. INDAGINI FINANZIARIE – IL SOLE 18.4.2014, PAG. 35

Una line che ha portato la CTR del Lazio a sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla presunzione di compensi professionali fatta scattare a seguito di prelevamenti ingiustificati dai conti di lavoratori autonomi.Le indagini finanziarie sono sempre più usate per verificare la posizione fiscale dei contribuenti di non grandi dimensioni. Professionisti compresi. Perciò il contenzioso si moltiplica. A confronto ci sono la linea rigorista degli uffici, spesso confermata dalla cassazione, e l’elasticità delle Commissioni tributarie, che riconoscono l’impossibilità di fornire i dati con i dettagli richiesti nella prassi, stabilendo che la norma non richiede tanta analiticità.

16. IRAP, TAGLIO GRADUALE DA GIUGNO 2014 – IL SOLE 18.4.2014, PAG. 5

Il tributo regionale si ridurrà dal 3,90% al 3,50% dall’esercizio 2014.Scende dello 0,40% l’aliquota Irap di imprese e professionisti.

17. IVA NON VERSATA, REATO SENZA ACCERTAMENTO – CASS. PEN. 8.7.2013

E’ infatti sufficiente che il contribuente abbia lasciato spirare il termine ultimo per saldare il debito con l’Erario e cioè quello per il versamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo.Il reato di omesso versamento dell’Iva si consuma anche senza la notifica dell’accertamento fiscale.

18. LA FATICA DEL BENESSERE – EDITORIALE RATIO, APRILE 2014

Il collega Anselmo Castelli ha scritto un editoriale che io approvo e che desidero condividere con voi. “Luca Ricolfi, sociologo a Torino, nel suo ultimo libro, ha analizzato le dinamiche che hanno interessato i decenni precedenti il 2008. La sua tesi è che le cause della crisi sarebbero contenute nell’idea stessa di benessere: “la crescita genera dal proprio interno le forze che possono spegnerla”.Il collega Anselmo Castelli ha scritto un editoriale che io approvo e che desidero condividere con voi. I Paesi che hanno raggiunto alti tenori di vita non hanno più stimoli, il costo del lavoro è alto, il tempo libero ha un’importanza crescente, intervengono valori di sicurezza del lavoro, di attenzione ambientale che generano diseconomie e, soprattutto, non c’è nulla davanti a loro che indichi la strada o niente da copiare. I Paesi in via di sviluppo, invece, hanno davanti a loro tecnologia da copiare, bassi salari, nessuna sicurezza o sensibilità ambientale, nonché modelli a cui ispirarsi. Insomma, sembra di capire che esista la “stanchezza del benessere”, per la quale la “società signorile di massa”, come le definisce l’autore, cioè quella società per cui il vivere senza produrre occupa uno spazio sempre più grande, diventa un grande freno per una crescita senza senso. E pensare che, al contrario, gli stimoli non mancherebbero, poiché la ricerca scientifica è sempre aperta a infinite scoperte trasformabili in tecnologie appropriate. Il non avere nessun esempio davanti sarebbe sostituito da un sano amore della conoscenza. Così come l’equilibro tra il tempo di lavoro e il tempo libero è un prezzo che paghiamo alla crescita, ma è anche un obiettivo di civiltà. Ed è qui che i concetti cominciano ad ingarbugliarsi: dalla lucida analisi di Ricolfi ne ricavo che, forse, gli obiettivi di Paesi avanzati e di quelli in via di sviluppo non sono gli stessi, non stanno sullo stesso piano e, quindi, non si possono confrontare. Mentre i paesi ex-poveri stanno ripercorrendo una strada già tracciata, noi abbiamo il dovere e la responsabilità di tracciarne una nuova che comprende anche la liberazione del tempo libero, il valore della vita e della sua sicurezza, la tutela dell’ambiente che ci circonda. Insomma, gli stessi concetti che utilizziamo non hanno lo stesso significato, stanno in grammatiche diverse. Un altro compito, dunque, ci sta davanti e può dare senso al nostro organizzarci economicamente e socialmente: trovare dei nuovi significati che diano senso a nuovi concetti di crescita e di benessere. E magari farne partecipi anche chi sta correndo inconsapevolmente verso gli errori che noi stessi abbiamo commesso. Fra i quali uno, peraltro, è stato macroscopico e, solo ora, ha rilevato la scelleratezza di certe scelte: aver creato un benessere artificiale per chi ha vissuto di rendite parassitarie. Mi riferisco agli inutili e, anzi, perniciosi, posti di lavoro creati nella pubblica amministrazione, nella politica e nei sindacati solo per miopi e indecorosi ritorni elettorali, confidando nell’espansione illimitata dell’economia e dimenticando, invece, che senza efficienza e reale produttività le conseguenze negative sono solo una questione di tempo. Oppure alle scandalose norme – perché di questo si tratta – che hanno consentito ai cosiddetti baby pensionati di godere di vantaggi che, oggi, nessuna persona di buon senso potrebbe nemmeno ipotizzare. Se, ora, il benessere è in discussione, qualche colpa è anche di chi niente ha fatto per evitare di beneficiare di agevolazioni eticamente discutibili”.

19. MAGAZZINO, VALUTAZIONE – ART. 2426 C.C., ART. 110/DPR 917

Può (deve) comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato.Le rimanenze sono iscritte al costo di acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato se minore. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto.

20. MANOVRA RENZI – CORRIERE 22.4.2014, PAG. 2/3

Alcune precisazioni:

Beni rivalutati

Per le imprese che hanno rivalutato i beni patrimoniali nel bilancio al 31 dicembre 2013 è cancellata la possibilità del pagamento rateale in tre annualità, che adesso è sostituita da un pagamento in un’unica rata da versare a metà giugno. L’esborso previsto dal tributo unico sulla plusvalenza dei beni aziendali è stimato in 600 milioni di euro totali.

Bonus di 80 euro

Il bonus in busta paga di 80 euro netti riguarda i 10 milioni di lavoratori dipendenti che hanno un reddito lordo annuo tra 8.000 e 24.000 euro.

I 4 milioni di lavoratori sotto il livello minimo di reddito – i cosiddetti “incapienti” – non rientrano nell’assegnazione del bonus, così come gli autonomi con partita Iva.

La distribuzione del bonus è progressiva:

  • per chi ha 8.000 euro l’anno sarà di 40 euro da maggio a dicembre;
  • gli 80 euro sono per chi è nella fascia 16-24 mila euro.

Commissioni tagliate sui pagamenti F24

Il provvedimento ha ridotto progressivamente le commissioni bancarie riconosciute dallo Stato per l’incasso delle deleghe uniche di pagamento. La novità è contenuta nell’articolo 10 della bozza del decreto sulla spending review e punta a una riduzione di spesa del 30% per il 2014 e, per ciascun anno successivo, al 40% di quella sostenuta nel 2013.

Quote Bankitalia

L’imposta sostitutiva che le banche devono pagare per la rivalutazione a bilancio delle quote che possiedono della Banca d’Italia – già realizzata nei bilanci 2013 – passa 12% al 26%. L’esborso totale per gli istituti di credito e le assicurazioni azioniste di Via nazionale passa da 900 milioni a circa 1,8 miliardi. Inoltre, l’imposta deve essere versata in un’unica rata a metà giugno e non più in re annualità. L’Abi ha duramente protestato per il cambio di regole in corsa.

Rendite finanziarie

La tassazione sulle rendite finanziarie passa dal 20%, che era stata ridotta dall’ultimo governo Berlusconi, al 26%. Riguarda ogni strumento finanziario, compresi i conti correnti postali e bancari e anche i conti di deposito. Dal primo luglio 2014 gli interessi subiranno il prelievo con la nuova aliquota. Restano comunque esclusi i titoli di Stato – Bot, Btp, etc. – per i quali vale sempre la tassazione del 12,5% sui rendimenti.

21. MICROSOFT FERMA GLI AGGIORNAMENTI – EUROCONFERENCENEWS 30.4.2014

E’ necessario tenere presente il sistema XP, comunque, non rappresenta il massimo della sicurezza per i nostri dati.Dall’8 aprile 2014 Microsoft ha deciso di non più aggiornare il sistema Windows XP. Anche se i computer continueranno a funzionare, ciò vuol dire che non saranno garantiti le versioni che potrebbero essere indispensabili per i prodotti sempre innovativi che il sistema genera.

22. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE – D.LGS. 231/2001

Con decreto ministeriale del 13 febbraio 2014 sono state recepite le procedure semplificate per l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese, ai sensi dell’art. 30, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i. (sicurezza medie imprese), anche noto come Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il documento, approvato dalla Commissione Consultiva nella seduta del 27 novembre 2013, ha lo scopo di fornire alle piccole e medie imprese, che decidano di adottare un modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza, indicazioni organizzative semplificate, di natura operativa, utili alla predisposizione e all’efficace attuazione di un sistema aziendale idoneo a prevenire le conseguenze dei reati previsti dall’art. 25-septies, del decreto legislativo n. 231/2001.Con decreto ministeriale del 13 febbraio 2014 sono state recepite le procedure semplificate per l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese, ai sensi dell’art. 30, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i. (sicurezza medie imprese), anche noto come Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le piccole e medie imprese potranno modificare ed integrare la modulistica a seconda della complessità tecnico organizzativa della struttura aziendale.

23. PASSAGGIO GENERAZIONALE NELLE AZIENDE – MYSOLUTION 5.4.2014

Considerato che la grande maggioranza delle imprese italiane sono imprese familiari, il problema di come affrontare con successo il passaggio generazionale è di grande rilevanza.Secondo una ricerca Infocamere del 2012 solo il 31% delle Imprese familiari riesce a passare alla seconda generazione e solo il 15% alla terza generazione, spesso con gravi problemi per quelle imprese che passano di mano. Per garantire la competitività dell’impresa è necessario pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne tra l’imprenditore e l’erede, valutandone, con attenzione, i principali rischi e le potenziali opportunità. Il passaggio generazionale è un processo pluriennale in cui entrano in gioco numerosi fattori: fiscali, amministrativi, giuridici. Non andranno poi sottovalutati i rapporti psicologici tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale.

24. POS PROFESSIONISTI – LEGGE 15.2014

La Legge n. 15/2014 conferma che, i soggetti esercenti l’attività di rivendita di prodotti e di prestazioni servizi (architetti, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, dentisti, geometri, ingegneri, medici, notai, ecc.) entro il 30 giugno 2014 dovranno dotarsi di strumenti elettronici di pagamenti, a prescindere dal fatturato realizzato, per riscossioni che siano superiori a 30 euro.

25. REDDITOMETRO, LA LETTERA DELL’UFFICIO – DPR 600/1973, ART. 38, COMMA 7

Tra non molto l’Amministrazione Finanziaria farà pervenire le prime lettere in merito al nuovo “redditometro”. Ai sensi degli articoli 32 e 38, c. 7 del DPR 600/1973, è indispensabile prestare la massima attenzione a tali comunicazioni, perché:Tra non molto l’Amministrazione Finanziaria farà pervenire le prime lettere in merito al nuovo “redditometro”.

a)     in caso di mancata comparizione o di omessa o incompleta risposta nei termini previsti, si applica la sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro, di cui all’art. 11 D. Lgs. 471/1997;

b)     in base all’art. 32, comma 4 del DPR 600/1973, è preclusa l’utilizzazione a favore del contribuente, nelle successive fasi dell’accertamento e nell’eventuale contenzioso, di dati, notizie e documenti che non siano stati comunicati dal contribuente in risposta alle richieste dell’Ufficio;

c)     trova applicazione l’art. 11, comma 1 de D.L. 201/2011, che prevede la reclusione fino a 3 anni (tramite il rinvio alle sanzioni penali in materia di falsa autocertificazione) qualora il contribuente, in risposta alle richieste dell’Ufficio, esibisca o trasmetta documenti falsi in tutto o in parte, oppure fornisca dati e notizie non rispondenti al vero (in quest’ultimo caso la sanzione penale scatta solo qualora a seguito dell’accertamento si verificasse una fattispecie di reato tributario di cui al D. Lgs n. 74/2000).

26. RISCHI SUL LAVORO – CASS. 14468 DEL 7.6.2013

Il datore di lavoro deve mettere in atto tutte le misure che, in concreto, sono necessarie per proteggere il lavoratore dai rischi connessi all’impiego di attrezzi e macchinari.Inoltre, se il datore conosce, o abbia possibilità di conoscere, la situazione di rischio di un dipendente per una precedente patologia, è responsabile se non prova di aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla fattispecie.Il datore di lavoro deve mettere in atto tutte le misure che, in concreto, sono necessarie per proteggere il lavoratore dai rischi connessi all’impiego di attrezzi e macchinari.

27. SABATINI-BIS – ART. 2 D.L. 21.6.2013, N. 69

Al fine di accrescere la competitività dei crediti al sistema produttivo, le micro, piccole e medie imprese, come individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6.05.2003, possono accedere a finanziamenti e contributi a tasso agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuove di fabbrica a uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali.

I finanziamenti sono concessi, entro il 31.12.2006, dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, purché garantiti da banche aderenti alla convenzione. Alle imprese che accedono ai finanziamenti il Ministero dello Sviluppo Economico concede un contributo, rapportato agli interessi calcolati sui finanziamenti stessi, nella misura massima e con le modalità stabilite con D.M. Sviluppo Economico 27.11.2013.Al fine di accrescere la competitività dei crediti al sistema produttivo, le micro, piccole e medie imprese, come individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6.05.2003, possono accedere a finanziamenti e contributi a tasso agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuove di fabbrica a uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha elaborato e reso disponibile, sul proprio sito, un foglio di calcolo per la determinazione del contributo, il modulo per la presentazione della domanda, il prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali dell’impresa e le risposte alle domande più frequenti.

28. SISTRI, REATO – CASS. PEN. 28909 DELL’8.3.2014 

La Cassazione ha accolto il ricorso del pubblico ministero contro la sentenza del tribunale di Verona con la quale era stato dichiarato il non doversi procedere per la fattispecie di smaltimento di rifiuti eterogenei non pericolosi con un formulario Cer diverso da quello di trasporto.

29. VERIFICHE FISCALI: PROMEMORIA – L’INDIPENDENZA 7.3.2014

L’Indipendenza ha pubblicato un promemoria di LIFE (Liberi Imprenditori Federalisti Europei) per conoscere meglio i propri diritti in caso di verifiche e accessi, e di cui vi faccio partecipi, condividendone ragioni e presupposti, anche se non completamente.

  1. Non fate entrare nessuno, se non dopo aver chiesto a tutti gli ispettori il tesserino. Lo esibiscono e lo tengono in mano. Noi ricopiamo i dati su un foglio. Chiedete anche un documento valido, carta d’identità o patente da confrontare.
  2. Nel caso si rifiutino chiamare subito, sempre senza aprire, il 112 o il 113, denunciando che ci sono persone che vogliono entrare e si rifiutano di identificarsi. Potrebbero anche essere truffatori o ladri.
  3. Richiedete la “Carta o Foglio di Servizio”. Fotocopiatela. E’ questo il documento basilare di tutte le ispezioni; su questo devono essere indicate tutte le cose che gli ispettori possono o non possono fare. Essi devono attenersi esclusivamente a quanto indicato sul foglio. Lo hanno sempre.
  4. Sul “Foglio di Servizio” sono elencati i nomi degli Ispettori. Se i nomi non corrispondono rifiutare l’ispezione.
  5. Chiamate subito almeno due testimoni. Vanno bene comunque familiari e dipendenti. I testimoni non devono mai parlare.
  6. Procuratevi sempre una macchina fotografica o una videocamera. Non possono toccarvi la macchina: lo strumento di prova non può essere pignorato. A casa vostra potete fare quello che volete.
  7. Se avete da fare, non interrompetevi. Esiste anche la “Turbativa di Lavoro”. Esempio del ristoratore che è visitato durante l’ora di pranzo. Dite che siete indaffarati e non avete tempo. Fateli aspettare e non offrite alcun ristoro se non a pagamento.
  8. Non firmate mai alcun verbale. Se vi dicono che “dovete firmare” filmate tutto, registrate, questo li metterà nei guai. Firmare vuol dire accettare tutto quello che hanno scritto. Fatevi un po’ furbi.
  9. Ricordate: possono ispezionarvi soltanto durante l’orario di lavoro.
  10. L’ispezione può durare al massimo 30 giorni lavorativi.

Queste sono regole elementari di diritto. Smettetela di essere accoglienti, simpatici, accondiscendenti. Non siamo delinquenti, siamo contribuenti. Il loro stipendio lo paghiamo noi, ricordiamoglielo ogni tanto. La videocamera puntatela a un metro, filmate tutto, quello che fanno, quello che dicono. A casa vostra potete farlo. Se vi dicono di smetterla non vi impaurite, perché sono loro che hanno paura. Mettete pressione su di loro. Non offrite alcun ristoro, caffè, acqua, ecc. Hanno bisogno di un tavolo e di una sedia? Se la portino da casa. E sappiate che uno spicchio d’aglio masticato è un valido deterrente per parlare con i vostri aguzzini.

30. VIDEOSORVEGLIANZA SEMPRE AUTORIZZATA – CASS. PEN. 17027 DEL 17.4.2014

Per installare un sistema di videosorveglianza occorre l’accordo con le RSA o, in difetto, l’autorizzazione della Direzione territoriale del Lavoro, anche nel caso in cui il controllo non sia di tipo occulto. L’art. 4, comma 2, della legge n. 300/1970, richiede l’accordo con le parti sociali o l’autorizzazione della DTL competente, qualora l’installazione delle apparecchiature di controllo (dalle quali derivi la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori) sia conseguenza di esigenze organizzative, produttive o finalizzata alla sicurezza del lavoro.