Circolare fiscale/amministrativa n. 5/2014

a cura del rag. Franco De Renzo (Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano al n. 1447 Commercialista – Revisore Contabile – Consulente Tecnico del Tribunale di Milano) franco.derenzo@studioderenzo.it

1. ACCERTAMENTO, MOTIVATE LE CORRESPONSABILITA’ DEI SOCI – CTR LOMBARDIA SENT. 449/7/14

L’amministrazione finanziaria non può emettere un accertamento nei confronti dei soci e del liquidatore di una Srl estinta, richiamando semplicemente l’art. 2495 del Codice civile, dal momento che questo “non è di per sé, sufficiente a costituire un valido titolo” per emettere l’avviso di accertamento.La CTR Lombardia, rigettando il ricorso, sancisce che l’atto di accertamento deve specificare perché è stata effettuata la notifica ai soci e non semplicemente ribadire che la società è estinta.

2. ACCERTAMENTO NULLO SENZA CONTRADDITTORIO – CTR LOMBARDIA SENT. 492/07/14

In assenza di un preventivo contraddittorio è da considerare nullo l’atto di accertamento che scaturisce da un processo verbale di contestazione di cui la contribuente è venuta a conoscenza solo al momento della notifica dell’avviso.

3. ACE = AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA – ART. 1 D.L. 201/2011

L’agevolazione è determinata applicando, all’incremento di capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso alla data del 31.12.2010, una determinata percentuale rappresentativa del rischio d’impresa che, per i primi tre anni di applicazione della norma, è fissata nella misura del 3%.L’ACE è il beneficio fiscale a favore delle imprese che utilizzano capitale di rischio piuttosto che capitale di terzi. L’agevolazione consiste in una deduzione dall’imponibile IRES pari al “rendimento nozionale del nuovo capitale proprio”, inteso come immissione di nuovo capitale di rischio da parte dei soci sotto forma di apporti in denaro o accantonamento utili a riserva.

Le poste in aumento per la determinazione del “bonus” sono:

  1. Conferimenti in denaro (rilevano gli aumenti di capitale sociale, ma anche i conferimenti destinati alla copertura di perdita o contabilizzati a riserva);
  2. Utili accantonati a riserva, ad esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili;

Le poste in diminuzione sono:

  1. Riduzioni di patrimonio netto con attribuzione ai soci, a qualsiasi titolo effettuate;
  2. Acquisti di partecipazioni in società controllate (acquisti di aziende o rami di aziende).

Le poste utili per la determinazione del “bonus”

  1. Versamenti eseguiti a fronte di ricostituzione o aumento del capitale sociale o del fondo di dotazione;
  2. Versamenti a fondo perduto o in conto capitale (senza obbligo di restituzione), compresi quelli in conto futuro aumento di capitale;
  3. Versamenti dei soci per sovrapprezzo azioni o quote;
  4. Versamenti per gli interessi di conguaglio effettuati dai sottoscrittori di nuove azioni o quote;
  5. Conversione di obbligazioni in azioni;
  6. Rinunce incondizionate dei soci al diritto alla restituzione di crediti verso la società aventi natura finanziaria;
  7. Compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale.

Si ricorda che fino al 31 dicembre 2013, l’aliquota dell’agevolazione è stata del 3% e che per i prossimi tre esercizi, le aliquote saranno:

            2014               4,00%

            2015               4,50%

            2016               4,75%

4. BENI AZIENDALI DONATI, DISTRUTTI O RUBATI – ART. 1 DPR 441/1997

L’articolo, nel disciplinare le presunzioni di cessione e di acquisto, prevede che: “si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni, né in quelli dei suoi rappresentanti. Tra tali luoghi rientrano anche le sedi secondarie, filiali, succursali, dipendenze, stabilimenti, negozi, depositi e i mezzi di trasporto nella disponibilità dell’impresa”.

Tale presunzione non trova applicazione nel caso in cui il soggetto passivo d’imposta possa dimostrare che i beni mancanti:

  • Siano stati dati a terzi in lavorazione, in deposito, in comodato o in dipendenza di contratti estimatori, di contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o di altro titolo non traslativo della proprietà;
  • Siano stati venduti;
  • Siano stati impiegati nella produzione;
  • Siano andati perduti o distrutti.

Nel caso di furti è necessario dotarsi di denuncia redatta presso gli organi di Pubblica Sicurezza ovvero di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445/2000 resa entro trenta giorni dal verificarsi dell’evento o dalla data in cui se ne ha conoscenza. In tale denuncia deve essere indicato il valore dei beni persi.

Tale denuncia deve restare nella disponibilità del contribuente che è tenuto a mostrarla agli eventuali verificatori senza alcuna precedente comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Si ritiene anche opportuno, anche e soprattutto ai fini contabili, che nel documento sia specificato il valore originario del bene, se i beni mancati sono già stati oggetto di ammortamento ed in quale misura o se si trattava di beni ormai obsoleti e di scarso valore.

Diversamente, in caso di distruzione dei beni è necessario comunicare la distruzione del bene all’Amministrazione Finanziaria e alla Guardia di Finanza indicando la data, l’ora e il luogo in cui la distruzione sarà eseguita oltre alla natura, qualità e quantità dei beni distrutti, l’eventuale valore residuo al termine dell’operazione. La comunicazione (che può essere omessa se l’ammontare del costo dei beni stessi non è superiore a Euro 5.164,57) deve essere fatta agli uffici almeno cinque giorni prima di quello fissato per la distruzione.

In caso di donazione, è necessario fare apposita comunicazione all’Amministrazione Finanziaria e alla Guardia di Finanza di competenza indicando data, ora e luogo di inizio del trasporto, destinazione dei beni, ammontare complessivo dei beni ceduti, sulla base del prezzo di acquisto. La comunicazione deve pervenire agli Uffici almeno cinque giorni prima della consegna e può essere omessa se il costo dei beni non supera Euro 10.000. E’ necessario, comunque, emettere documento di consegna numero ovvero rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della Legge n. 65/1968.

5. BILANCIO: IMPOSTE E ACCANTONAMENTI – OIC N. 25 E ART. 106 TUIR

Il principio contabile OIC n. 25 stabilisce che i debiti per le singole imposte dell’esercizio siano imputati in bilancio al netto di eventuali acconti, crediti d’imposta o ritenute d’acconto. L’art. 106 del Tuir dispone che per i crediti non coperti da garanzia assicurativa è concessa in ogni esercizio la deduzione nel limite dello 0,50% del valore nominale dei crediti iscritti in bilancio fino al raggiungimento del 5% del relativo accantonamento.

Dal punto di vista civile, invece, gli amministratori sono tenuti a svalutare i crediti, al fine del rispetto del principio della competenza e della prudenza, in base alla probabilità di realizzo.

6. CANONI DI LOCAZIONE NON RISCOSSI – ART. 26 DPR 917/1986

Lo stesso articolo prevede che tali redditi, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore.L’art. 26 del DPR 917/1986 stabilisce che i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili concorrono alla formazione del reddito imponibile del locatore indipendentemente dalla loro percezione. I canoni non percepiti non concorrono alla determinazione del reddito complessivo del locatore dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto per morosità. Per le imposte versate sui canoni scaduti e non percepiti, come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto, è riconosciuto un credito d’imposta di pari importo. Il credito spetta relativamente agli importi dei canoni non riscossi, ma comunque assoggettati a tassazione in anni precedenti. L’agevolazione può essere applicata esclusivamente agli immobili ad uso abitativo, ovvero a quelli appartenenti alla categoria catastale A, con esclusione di quelli in A10 (uso ufficio), come recentemente puntualizzato anche dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 11/E/2014.

Per gli immobili non abitativi il legislatore tributario non ha previsto una disposizione analoga e la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 362/2000, ha precisato che “il sistema di tassazione che presiede alle locazioni non abitative non risulta gravoso e irragionevole, dal momento che il locatore può utilizzare tutti gli strumenti previsti per provocare la risoluzione del contratto di locazione (dalla clausola risolutiva espressa ex art. 1456 del codice civile, alla risoluzione a seguito di diffida ad adempiere ex art. 1454, all’azione di convalida di sfratto ex articoli 657 e seguenti del c.p.c…) e far “riespandere” la regola generale di attribuzione del redito fondiario basata sulla rendita catastale”.

7. CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE – C.M. 10/E2014 DEL 14.5.2014

Riportate in una copiosa circolare le principali questioni interpretative sollevate dalla stampa specializzata e affrontate dall’Agenzia delle Entrate.

Attività detenute all’estero

  • Per le attività detenute all’estero per il tramite di una società italiana, il contribuente non deve indicare tali attività nel quadro RW;
  • Per le attività detenute all’estero per il tramite di una società localizzata in un Paese collaborativo, il contribuente deve limitarsi ad indicare il valore della partecipazione nella società estera;
  • L’approccio “look through” deve, invece, essere adottato soltanto qualora il contribuente detenga una partecipazione superiore al 25% in una società localizzata in un Paese non collaborativo. In tal caso deve indicare, in luogo della partecipazione, le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero dalla società.

Oneri deducibili e Imu

E’ possibile dedurre il 30% dell’Imu pagata e di competenza del 2013. E’ stato anche precisato che:

  • Non è ammessa la deducibilità dell’Imu relativa agli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio di arte o professione o all’impresa commerciale e all’uso personale del contribuente;
  • La deducibilità dell’Imu dal reddito di impresa e di lavoro autonomo avviene per cassa ai sensi dell’art. 99 del Tuir. Ciò è consentito dall’anno 2013. Pertanto, nel caso di un’eventuale Imu 2012 versata tardivamente nel 2013, essa non è deducibile, trattandosi di un costo di competenza del 2012.

Redditometro

La mancata presentazione del contribuente al primo invito per fornire dati e notizie rilevanti per l’accertamento da redditometro rappresenta un comportamento sanzionabile. E’ infatti applicabile la sanzione di 258 euro (D. Lgs. 471/1997), anche se poi si specifica che nel successivo incontro previsto tra Fisco e contribuente, quest’ultimo può presentare gli elementi giustificativi, non forniti nella prima fase di confronto.

Per il Garante, le spese medie Istat sono legittimamente utilizzabili per il calcolo delle spese connesse ad elementi certi (come per le spese di manutenzione ordinaria degli immobili, acqua e condominio, parametrate ai metri quadri della casa, e delle spese relative all’utilizzo di veicoli parametrate ai Kw di potenza).

Rivalutazione dei beni

L’art.1, comma 143 della L. 142/2013 non permette di operare una rivalutazione esclusivamente civilistica, giustificando tale “chiusura” ritenendo che la formulazione della citata disposizione normativa sia analoga a quella stabilita dall’art. 1, comma 470 L. 266/2005, secondo cui la rivalutazione contabile deve necessariamente assumere valenza fiscale con il versamento dell’imposta sostitutiva.

Per quanto riguarda i beni strumentali, ma con riferimento alla rilevanza ai fini Irap delle eventuali sopravvenienze realizzate a seguito di un evento calamitoso, l’Agenzia ritiene assimilabili le stesse a quelle realizzate in caso di alienazione. Pertanto, anche se classificate tra i componenti straordinari di reddito, tali sopravvenienze attive e passive assumono rilevanza ai fini Irap.

Società di comodo

Le società di comodo che non superano il test di operatività, in quanto di comodo, ai sensi dell’art. 30 della L. 724/1994, o perché in perdita sistemica (D.L. 138/2011) subiscono, tra le altre penalizzazioni, anche quella legata all’Iva. E’, infatti, loro vietato chiedere a rimborso l’eccedenza del credito Iva maturato, alla fine del periodo d’imposta, tantomeno esso può essere utilizzato in compensazione con altri tributi e contributi e non può essere ceduto a terzi. Ciò anche se la società si adegua al reddito minimo previsto per l’anno in cui risulta essere non operativa.

8. COMMERCIALISTA E MANDATO PROFESSIONALE – CASS 10189 DEL 9.5.2014

Non può essere condannato al risarcimento del danno professionale un commercialista che ha omesso di fornire informazioni nei confronti di un proprio cliente, se manca un mandato che accordi al professionista il conferimento dell’incarico. La responsabilità professionale, che può spingere il contribuente a richiedere al proprio consulente il risarcimento del danno, è esclusa in caso di mancato conferimento dell’incarico professionale, dal momento che, senza tale mandato o in caso di manifestazione ostativa, non scatta, nei confronti del professionista, alcun obbligo di informazione nei confronti del cliente. La prova dell’incarico potrebbe, per esempio, essere data dall’accordo in forma scritta.

9. DICHIARAZIONE INFEDELE E INTERCETTAZIONI – CASS. 20504 DEL 19.5.2014

I giudici, rilevato che nel caso specificamente esaminato, si trattava di indagini strettamente collegate e con riferimento alle quale non avrebbe potuto parlarsi di un differente procedimento, per il quale sarebbe stato, per contro, vietato l’utilizzo delle intercettazioni medesime, hanno ritenuto che non si possa parlare di diverso procedimento, anche se sussistono separati fascicoli, perché la nozione di procedimento diverso deve essere intesa in senso sostanziale e non formale, in presenza di indagini strettamente connesse o collegate in profilo oggettivo, probatorio e finalistico. E’ possibile che le intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un procedimento penale per associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una frode fiscale siano utilizzate per la rilevazione del reato di dichiarazione infedele commesso dai medesimi indagati.

10. EREDITA’, RINUNCIARE NON COSTITUISCE ABUSO – CTP GENOVA SENT. 163/10/14

L’uomo aveva rinunciato all’eredità dopo la notifica di un atto di accertamento fiscale a carico del de cuius. La Commissione Tributaria provinciale di Genova ha annullato l’iscrizione ipotecaria effettuata da Equitalia sui beni del figlio di un contribuente deceduto. Secondo l’amministrazione, la rinuncia all’eredità era da considerare inefficace in quanto, in considerazione delle sue tempistiche, era evidentemente strumentale e da considerare un abuso del diritto. Argomentazione, questa, assolutamente non condivisibile secondo i giudici liguri perché volta a svuotare di ogni contenuto l’istituto della rinuncia stessa, perché se una tale eccezione fosse accolta “le norme del codice civile riguardanti il suddetto istituto, sarebbero cancellate con un semplice colpo di spugna”.

11. FINANZIAMENTO SOCI E POSTERGAZIONE DEL CREDITO – TRIB. MILANO 3621 DEL 14.3.2014

I presupposti per la postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci ex art. 2467 del Codice Civile rispetto alla soddisfazione degli altri crediti, sono individuati nell’ “eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio” e in una “situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento”. Situazioni, ossia, di rischio di insolvenza che possono manifestarsi sia in fase di start-up se la società è sottocapitalizzata e, quindi, vi è un pericolo che il rischio di impresa sia trasferita sui terzi creditori, sia in seguito, quando a fronte di perdite, i soci, anziché conferire capitale sarebbe “ragionevole”, effettuino finanziamenti, aumentando l’indebitamento e concorrendo, quindi, con i creditori terzi.

Ne discende che la condizione di inesigibilità del credito ex art. 2467 c.c. può essere eccepita dagli amministratori nei confronti del socio finanziatore solo laddove il finanziamento sia stato disposto e il rimborso richiesto in presenza di una situazione di specifica crisi della società. La disciplina normativa è, infatti, mirata ad evitare che i soci, non conferendo capitale, ma assumendo la veste di creditori vadano a traslare il rischio di impresa sugli altri creditori, così proseguendo l’attività sociale in danno di questi ultimi, che, normalmente, in una tale situazione non sarebbero disponibili ad erogare finanziamenti.

12. FISCO, PER PIACERE, PIU’ SERIETA’ – G. VALCARENGHI 28.05.2014

E’ ora di vivere in un mondo ideale in cui si rispettino le promesse e i termini e, quantomeno nelle linee di massima (trascurando pure i piccoli particolari), si eviti di intervenire sulle norme nei primi mesi dell’anno nuovo. Un mondo nel quale non sia tollerabile l’esistenza di un Legislatore che prevede il termine per la fissazione delle delibere TASI al 31 maggio quando il termine di versamento scade il successivo 16 giugno.

Un mondo nel quale un commercialista non debba dire al proprio cliente, alla data del 26 maggio, che non è in grado di confermare quando dovrà pagare le TASI; un mondo nel quale non sia considerato un brutto vizio quello di dare importanza alle norme e non ai comunicati stampa, alle dichiarazioni ascoltate per radio o alle indiscrezioni lette sui giornali. Un mondo, infine, in cui non ci siano percentuali di ricavi presunti e le medie di settore abbiano il giusto peso di elementi puramente indicativi.

In questo mio sogno, voglio confessare con un po’ di vergogna, il tema dell’abuso del diritto e delle grandi filosofie non sono assolutamente una priorità e possono aspettare. Quello della serietà fiscale, invece, è saldamente cementato al primo posto. Temo, però, di vivere da solo questo sogno…; forse è meglio che corra a verificare se qualche comunicato dell’ultima ora ha mutato le regole che sto applicando.

13. IVA, L’INSOLVENZA FA RECUPERARE L’IMPOSTA – CORTE GIUSTIZIA UE DEL 15.05.2014

“Le deroghe previste dalla normativa comunitaria sono applicabili dagli Stati membri a condizione, però, che queste pregiudichino il meno possibile gli obiettivi e i principi della direttiva Iva ed inoltre non siano utilizzate per mettere in discussione la neutralità dell’imposta”.La Corte di Giustizia Ue, con la sentenza del 15 maggio 2014, relativa alla causa C-337/13 è stata chiamata a dirimere una questione pregiudiziale sottopostale da un giudice ungherese circa la portata dell’art. 90 della direttiva Iva (prevede che, in caso di mancato pagamento totale o parziale o di riduzione del prezzo dopo l’operazione di vendita, la base imponibile dell’Iva possa essere ridotta alle condizioni stabilite dagli Stati membri, che hanno, comunque, la facoltà di derogare a tale principio allo scopo di evitare frodi fiscali, consentendo loro di non permettere la riduzione dell’imponibile a causa di mancato pagamento del corrispettivo). La sentenza ha sancito che, quindi, in caso di insolvenza del cliente che porta alla risoluzione del contratto di vendita, la società cedente (fornitore) può emettere una nota di credito e portare così in detrazione l’Iva addebitata in fattura, senza troppe formalità.

14. POS PROFESSIONISTI – CONSULENTI LAVORO CIRC. 12/2014

La fondazione studi dei Consulenti del Lavoro, calcoli alla mano, fa notare che il costo (e il guadagno per le banche) dell’adempimento per il professionista: “Facendo un esempio pratico, un consulente del lavoro con incassi di prestazioni private per un importo di soli Euro 1.000 annui (venticinque operazioni da 40 euro) avrebbe un costo di 172,00 installando un apparecchio Pos tradizionale”.La normativa – D.L. 179/2012 – prevede che i clienti degli studi professionali possano pagare gli importi superiori a 30 euro, con i bancomat (non con la carta di credito) tramite un terminale Pos di cui si devono dotare gli uffici dei professionisti.

Pertanto, nella circolare si chiede una sostanziale riduzione o azzerando dei costi per l’installazione e la gestione degli apparecchi terminali presso gli studi professionali. Quello del Pos negli studi professionali, a decorrere dal 30 giugno 2014, è un obbligo senza sanzioni. E l’inesistenza di una sanzione per il mancato possesso del dispositivo non implica l’obbligo per i professionisti. E’ questa la conclusione della circolare 12/2014 redatta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che richiama l’interpretazione resa dal Consiglio nazionale forense, con la circolare n. 20 del 20 maggio 2014, nella parte in cui afferma: “…si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione”.

15. REDDITOMETRO, 20.000 CONTRIBUENTI DA CONTROLLARE – IL SOLE 11.05.2014, PAG. 3 

I contribuenti sono invitati a presentarsi entro 15 giorni agli Uffici e fornire le relative spiegazioni.Circa 20.000 contribuenti saranno oggetto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, per accertare gli scostamenti troppo elevati tra reddito dichiarato e spese effettuate nel periodo d’imposta 2009. Non presentarsi all’incontro potrebbe essere deleterio per il contribuente e causare sanzioni e ulteriori strumenti di indagine.

16. RESPONSABILITA’ DELL’IMPRENDITORE – IL SOLE 28.04.2014, PAG. 28 

 Il Tribunale di Bari, con la sentenza 175 del 14.01.2014, ha deciso che, per dimostrare la responsabilità del datore di lavoro per una patologia collegata alla prestazione di lavoro, occorre che il preteso danneggiato indichi, oltre al danno subito, le inadempienze del datore che hanno causato il danno di cui si chiede il risarcimento e dimostri il nesso causale tra le omissioni e la lesione della propria integrità psicofisica.

17. RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA – LEGGE 147/2013

Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediane il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.

18. SISTRI – RIFIUTI PERICOLOSI – MINISTERO AMBIENTE 24.04.2014

Il Decreto sposta dal 30 aprile al 30 giugno 2014 il termine per il versamento dei contributi annuali Sistri per i soggetti obbligati.Il Ministero dell’Ambiente ha esentato le aziende, con meno di dieci dipendenti, dal Sistri (sistema di tracciamento rifiuti pericolosi).

19. SOCIETA’ DI COMODO – D.L. 138/2011, ART. 2, COMMA 35-DECIES

Per tre periodi consecutivi hanno dichiarato una perdita fiscale;A seguito delle novità introdotte dal D. L. 138/2001, art. 2, comma 36-decies, se nel triennio precedente al periodo d’imposta di riferimento si sono verificate le condizioni:

  • Per due anni hanno dichiarato una perdita fiscale e nel terzo un reddito inferiore a quello minimo;

l’IRES è dovuta con una maggiorazione dell’aliquota del 10,50% per un totale del 38%.

Laddove questa situazione si sia già verificata o si possa concretizzare nel breve periodo, è opportuno valutare la sussistenza dei requisiti di continuazione aziendale e le eventuali cause disapplicative della disciplina delle società non operative, anche attraverso la presentazione di un interpello, per non aggravare ulteriormente una situazione di crisi aziendale che potrebbe diventare irreversibile.

Se, invece, il bilancio della società presentasse già risultati negativi, gli amministratori devono valutare se il patrimonio netto sia sufficientemente consistente a far fronte a future perdite di capitale, tenendo in considerazione quanto disposto dagli articoli 2446 e 2447 del Codice civile, per le Spa, e dagli articoli 2482-bis e 2482-tere per le società a responsabilità limitata, i quali richiamano specifici interventi dall’assemblea, dell’organo amministrativo e dell’organo di controllo.

In particolare, l’art. 2482-ter c.c. prevede che “se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito dal n. 4 dell’art. 2463, gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo. Se, quindi, la perdita non è ridotta a meno di 1/3, l’assemblea che approverà il bilancio sarà chiamata a deliberare i necessari interventi da intraprendere, tra cui trasformare la società in altra forma giuridica.

20. SRL = SOCI DI MINORANZA E DELIBERA IMPUGNABILE – CASS. 8867 DEL 16.04.2014

I soci di minoranza di una Srl hanno diritto di impugnare qualsiasi delibera assembleare. La qualifica come “parere non vincolante” richiesto dall’amministratore a scopi meramente consultivi di una delibera assembleare di liquidazione non può cagionare l’esclusione della possibilità da parte dei soci di minoranza di impugnarla. Tale comportamento dell’amministratore verrebbe a ledere i diritti degli stessi. Attraverso la delega all’assemblea della scelta di un’opzione amministrativa e in presenza di un ostacolo normativo e statutario che impedisce l’attribuzione alla determinazione assembleare di un carattere vincolante, si verrebbe altrimenti a realizzare, denegando l’interesse all’impugnazione, una doppia esenzione di responsabilità di cui beneficerebbero gli amministratori e la maggioranza dei soci a scapito della minoranza cui invece appartiene l’interesse a far accertare i profili di invalidità della deliberazione e/o di abusività dell’opzione amministrativa che ne costituisce il contenuto.I soci di minoranza di una Srl hanno diritto di impugnare qualsiasi delibera assembleare.

21. STATUTO DEI DIRITTI DEL CONTRIBUENTE – LEGGE 212 DEL 27.07.2000 

Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie;Pochi contribuenti sono a conoscenza che esiste uno statuto che il nostro Legislatore ha emanato a difesa dei singoli diritti. La sola lettura dell’indice su cui si fonda la legge è illuminante:

  • Razionalità delle fonti tributarie;
  • Informazione del contribuente;
  • Conoscenza degli atti e semplificazione;
  • Chiarezza e motivazione degli atti;
  • Semplificazione degli adempimenti fiscali;
  • Tutela dell’integrità patrimoniale del contribuente;
  • Mancato o irregolare funzionamento degli uffici finanziari;
  • Ispezioni e verifiche fiscali;
  • Interpello;
  • Garante del contribuente

22. TASSAZIONE RENDITE DAL 20% AL 26% – D.L. 66/2014 DEL 24.04.2014

Dal 1° luglio 2014 la tassazione sulle rendite finanziarie passa dal 20% al 26%. Il Decreto legge dovrà essere convertito in Legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale. E’ opportuno considerare se non sia il caso, eventualmente, anticipare i tempi di pagamento di dividendi, soprattutto quando i beneficiari devono scontare l’imposta a titolo definitivo con il pagamento, ora, del 20% e dal 1° luglio 2014 del 26%. Ricordo che in caso di partecipazioni superiori al 20%, se i dividendi si riferiscono ad esercizi anteriori al 31 dicembre 2007, il contribuente dovrà aggiungere ai propri imponibili il 40% dei dividendi percepiti.

Se, invece. Si riferiscono a periodi successivi, la percentuale da dichiarare sarà del 49,72%. Facendo due conti, avremo che se avendo il 30% di una società, percepisco 10.000 euro per dividendi maturati dopo il 31 dic. 2007, dovrò aggiungere alla mia dichiarazione dei redditi 5.128, sui quali, considerando l’aliquota maggiore del 43%, andrò a pagare il 43% e, quindi, 2.205,00. Avendo io incassato 10.000, vuol dire che l’aliquota applicata potrebbe essere 22,05% e che i soci con partecipazioni inferiori potrebbero pagare, invece, il 26%.