Circolare fiscale/amministrativa n. 7/2014

a cura del rag. Franco De Renzo (Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano al n. 1447 Commercialista – Revisore Contabile – Consulente Tecnico del Tribunale di Milano) franco.derenzo@studioderenzo.it

1. ATTI IMPOSITIVI: OBBLIGO DELLE MOTIVAZIONI – CASS. 9810 DEL 7.5.2014

La Cassazione giudica strumento essenziale di garanzia del contribuente la motivazione nell’atto impositivo e si inserisce nell’ambito di quei presidi di legalità che, anche in forza delle norme dello Statuto dei diritti del contribuente, assolvono l’essenziale funzione di garantire la conoscenza e l’informazione dello stesso contribuente, in ordine ai fatti posti a fondamento della pretesa fiscale e ai presupposti giuridici della stessa, nel quadro dei principi generali di collaborazione, trasparenza e buona fede che devono improntare, in quanto espressivi di civiltà giuridica, i rapporti tra esso e l’Amministrazione.

La motivazione ha la funzione di delimitare l’ambito delle contestazioni proponibili dall’Ufficio nel successivo giudizio di merito, e di mettere il contribuente in grado di conoscere l’an e il quantum della pretesa tributaria al fine di approntare una idonea difesa.  Il meccanismo “gira” solo se nell’avviso di accertamento confluiscono tutte le conoscenze dell’ufficio tributario ed è esternato con chiarezza, sia pur sinteticamente, l’iter logico-giuridico seguito per giungere alla conclusione prospettata.

2. CANONE SPECIALE RAI PER COMPUTER – EUROCONFERENCE 2.7.2014

Le apparecchiature non atte e non adattabili alla ricezione della Radiodiffusione non sono soggette al canone Rai (per esempio: PC senza sintonizzatore TV, monitor per computer, casse acustiche, videocitofoni).

3. CARTELLA NULLA SENZA ESITO CONTROLLO FORMALE – CASS. 15311 DEL 4.7.2014

La Suprema Corte respinge il ricorso del Fisco e ribadisce l’obbligatorietà del “controllo” previsto dal citato dettato normativo. Il Fisco non può procedere con la liquidazione automatica e consentire la notifica della cartella esattoriale se prima non sia stata preceduta dalla comunicazione sull’esito del controllo formale sulla dichiarazione dei redditi, essendo del tutto irrilevante, ai fini della nullità dell’atto impositivo, il fatto che il contribuente non abbia risposto alle domande sul Modello Unico.

4. CONSERVAZIONE ELETTRONICA DEI DOCUMENTI FISCALI – D.M. 17.6.2014

Il Decreto sostituisce, abrogandole da subito, le disposizioni contenute nel previgente decreto ministeriale del 23 gennaio 2004. Il procedimento di archiviazione dovrà essere eseguito annualmente e non più in 15 giorni. E’ stato soppresso l’obbligo di comunicazione alle Agenzie Fiscali dell’impronta dell’archivio informatico, con relativa sottoscrizione elettronica e marca temporale. Nella dichiarazione dei redditi dovrà essere indicato di aver optato per la conservazione elettronica dei documenti fiscali. E’ previsto il versamento in unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio e le fatture elettroniche, quando assoggettate, devono contenere l’annotazione di assolvimento dell’imposta secondo le nuove regole. L’imposta di bollo dovrà essere corrisposta con modello F24, in via telematica.

5. CONTRIBUTI PREVIDENZIALI: PRESCRIZIONE QUINQUENNALE – CASS. 15296 DEL 7.7.2014

In materia di prescrizione del diritto degli enti previdenziali ai contributi dovuti dai lavoratori e dai datori di lavoro e con riferimento all’intervenuta riduzione del termine di prescrizione da decennale a quinquennale, in virtù del disposto dall’art. 3, commi 9 e 10, della Legge n. 335 del 1995, in relazione, in specie, ai contributi relativi a periodi precedenti la data di entrata in vigore della legge per i quali il quinquennio dalla scadenza non si era integralmente maturato alla detta data, il termine decennale può operare solo mediante una denuncia intervenuta nel corso del quinquennio dalla loro scadenza”. Inoltre, sempre sull’argomento, è il caso di sottolineare che per gli ermellini (ex multis: Cass. 5.03.2009, n. 5320 e Cass. 10.03.2010, n. 5811) non è necessario che la denuncia sia resa nota al datore di lavoro debitore della contribuzione.

6. DISABILI GRAVI: PERMESSI MENSILI PER L’ASSISTENZA – D.L. 90 DEL 24.6.2014

Il D.L. 90 ha modificato i termini per il riconoscimento della disabilità grave e per il rilascio della certificazione provvisoria, grazie alla quale è possibile fruire dei permessi prima del provvedimento definitivo. Affinché i lavoratori dipendenti possano fruire dei permessi per assistere i portatori di handicap, è necessario che a questi ultimi sia riconosciuta la condizione di gravità e che non siano ricoverati a tempo pieno.

7. FONDI DI GARANZIA PER LE PMI

E’ interessante sapere che si possono ottenere fondi garantiti dal sistema bancario all’80%, e quindi, sufficientemente coperti dalla Garanzia Confidi. Il ricorso a tale forme di finanziamento non è particolarmente difficoltoso, ma deve sottostare a poche regole:

  1. 1.La differenza degli ultimi due esercizi tra la percentuale dei mezzi propri e il totale del passivo non deve essere superiore al 5%;
  2. 2.La variazione del fatturato dell’ultimo anno rispetto all’anno precedente non deve essere superiore al 40%;
  3. 3.In caso di perdita, la stessa non deve essere superiore al 5% del patrimonio netto.

Teoricamente ogni banca dovrebbe essere attrezzata per la preparazione della documentazione necessaria.

8. INDAGATO: SEQUESTRO DEI BENI DISPONIBILI – CASS. 28565 DEL 3.7.2014

Anche le somme di denaro depositate su conto cointestato con un soggetto estraneo al reato “sono soggette a sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente”. Ciò in quanto il sequestro medesimo si estende ai beni comunque nella disponibilità dell’indagato, “non ostandovi le limitazioni provenienti da vincoli di presunzioni operanti, in forza della normativa civilistica, nel rapporto di solidarietà tra creditori e debitori o nel rapporto tra istituto bancario e soggetto depositante ex art. 1834 cod. civ.”.

9. INFORTUNI: RESPONSABILITA’ DEL LEGALE RAPPRESENTANTE – CASS. 33417 DEL 29.7.2014

La sentenza ha annullato la condanna del legale rappresentante di una società cooperativa per la violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro in conseguenza delle lesioni personali gravi subite da un dipendente che era scivolato da una scala durante l’orario di lavoro. La Corte ha ricordato che l’amministratore e legale rappresentante di una società, specie se di ampie dimensioni, non può essere, solo perché riveste detta carica, automaticamente ritenuto penalmente responsabile di ogni violazione degli obblighi antinfortunistici quando per l’assolvimento degli stessi, per il rispetto delle cautele e delle misure approntate abbia specificamente investito dei preposti, che sono perciò tenuti a far osservare le regole di condotta all’uopo imposte.

Nel caso specifico, i giudici di legittimità hanno ritenuto che la specifica violazione della regola di condotta fosse correlata a un comportamento legato a contingenze occasionali del processo produttivo la cui tempestiva ricognizione, date le ampie dimensioni dell’azienda, non poteva pretendersi dal legale rappresentante rimanendo, per conto, piuttosto affidata alla concreta, prossima e settoriale opera di vigilanza demandata ai capi-reparto. Ed anche se, nella specie, non sussisteva una delega formale circa il trasferimento dei compiti specifici di vigilanza in capo alla figura preposta, non poteva dubitarsi che il comportamento doveroso di assicurarsi che l’utilizzo degli attrezzi di lavoro avvenisse in modo conferme alle prescrizioni della casa produttrice della scala rientrasse tra i compiti propri del preposto al singolo reparto e ciò senza “richiedere alcun impegno di spesa né il dispiegamento di poteri organizzativi esorbitanti quelli che possono ritenersi impliciti nella stessa articolazione in reparti e nel correlato organigramma”.

10. INVESTIMENTI CON INCENTIVI – ART. 18 D.L. 91/2014

I soggetti titolari di reddito d’impresa possono fruire di un credito d’imposta del 15% a fronte di investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, effettuati nel periodo dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. Il credito deve essere considerato solo nella misura eccedente gli investimenti eseguiti nei periodi d’imposta interessati rispetto alla media nei cinque periodi d’imposta precedenti (sui medesimi beni agevolabili).

11. IVA, RIMBORSO PER CESSATA ATTIVITA’ – CASS. 14981 DEL 1.7.2014

Un contribuente, per errore, non aveva presentato il modello VR per il rimborso dell’IVA, ma aveva cessato l’attività per cui ha chiesto il rimborso del credito. Per il Fisco, non spettava il rimborso ma solo il diritto alla detrazione nell’anno successivo. La Cassazione ha ricordato che, per costante orientamento di legittimità, l’art. 30 del DPR 633/1972 “riguarda esclusivamente le imprese in piena attività e non esclude quindi il diritto di quelle, che hanno cessato l’attività o che sono fallite, di ricorrere all’istituto del rimborso per il recupero dei loro crediti d’imposta, non avendo esse la possibilità di recuperare l’imposta assolta su acquisti e importazioni nel corso delle future operazioni imponibili”. Secondo la Suprema corte, inoltre, la domanda di rimborso deve essere considerata già presentata con compilazione nella dichiarazione annuale del quadro relativo, compilazione che configura formale esercizio del diritto.

12. LICENZIAMENTO COLLETTIVO: OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE – CASS. 16134 DEL 15.7.2014

In caso di licenziamento collettivo (ex legge n. 223/1991), gli obblighi che incombono sul datore di lavoro sono stati riepilogati dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 1634 del 15 luglio 2014:

  1. a.In tema di collocamento in mobilità e licenziamento collettivo in sede giudiziale, il controllo della correttezza procedurale delle operazioni e, in particolare, il rispetto degli artt. 4 e 5 della Legge 223/1991, ha un ruolo di rilievo primario (Cass. 26.02.2009, n. 4653; Cass. 26.08.2013, n. 19576);
  2. b.L’importanza degli oneri di comunicazione in sede di apertura e chiusura della procedura di mobilità è confermata dalla previsione della sanzione dell’inefficacia dei licenziamenti, anche nel caso di comunicazione iniziale o finale incompleta o infedele (Cass. 23.10.2009, n. 22825);
  3. c.In particolare, la comunicazione di avvio della procedura ex art. 4, comma 3, della Legge 23.07.1991, n. 223, rappresenta una cadenza essenziale per la proficua partecipazione alla cogestione della crisi da parte del sindacato e per la trasparenza del processo decisionale del datore di lavoro (Cass. 20.03.213, n. 6959; Cass. 6.04.2012, n. 5582);
  4. d.La procedura di cui agli artt. 4 e 5 della Legge n. 223/1991 è finalizzata non solo degli interessi delle organizzazioni sindacali ma, anche, dell’interesse pubblico, correlato all’occupazione in generale ed ai costi della mobilità, e dell’interesse dei lavoratori alla conservazione del posto di lavoro e, in particolare alla verifica dei criteri di scelta sotto il profilo del loro carattere di generalità, obiettività e coerenza con il fine dell’istituto della mobilità, sicché è da escludere che l’accordo tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali faccia perdere rilevanza al mancato espletamento o al radicale stravolgimento della procedura medesima (Cass. 7.06.2003, n. 9173; Cass. 16.05.2006, n. 11101);
  5. e.La sanzione dell’inefficacia prevista dall’art. 5 della legge citata per il caso di inosservanza delle procedure di cui all’art. 4, si applica anche al caso di violazione della disposizione dell’art. 4, comma 9, sulla comunicazione ai competenti uffici del lavoro e alle organizzazioni sindacali delle specifiche modalità di applicazione dei criteri di scelta (Cass. 20.11.2000, n. 14968; Cass. 8.01.2003, n. 86; Cass. 11.17.2007, n. 15479; Cass. 26.07.1996, n. 6759).

13. MILIARDARI IN AUMENTO, NONOSTANTE LA CRISI – CORRIERE DELLA SERA 13.7.2014, PAG. 13

L’articolo riporta i dati del libro “Il Capitale del XXI secolo” di Thomas Piketty, edito in Francia, e che sarà pubblicato in Italia nel prossimo settembre. “Uscito quasi in sordina in Francia, accolto come un capolavoro da molta critica americana, il saggio di 1.000 pagine, denuncia il ritorno del capitalismo attuale a una fase ottocentesca di gigantesche diseguaglianze, provocate da accumulazione e rendita che, pur essendo fattori improduttivi, allo stato attuale contano più del lavoro e del talento.  Se prendiamo la Francia, secondo Piketty, l’1% più benestante della popolazione detiene oggi il 25% della ricchezza nazionale, contro il 23% nel 1970. E le cifre della rivista indicano che il totale dei primi 500 patrimoni francesi è aumentato di oltre il 15% nel 2013, toccando quota 390 miliardi di euro”. E’ difficile che l’appello di Piketty di tassare di più i molto facoltosi, per ridurre le disparità, sarà ascoltato.

14. MINO BOND ANCHE PER LE PMI – D. INTERMINISTERIALE 5.6.2014

Il decreto interministeriale 5 giugno 2014 a firma del Mise e del Mef, contenente l’estensione degli interventi del Fondo di garanzia per la PMI alle operazioni di sottoscrizione di obbligazioni o titoli similari emessi da piccole o medie imprese, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2014. Il provvedimento, noto anche come decreto sui mini-bond, si snoda in 16 articoli ed è attuativo della disposizione del Decreto legge n. 145/2013 (destinazione Italia), che ha stabilito che la garanzia del Fondo PMI può essere concessa, oltre a quanto già previsto dalla legge vigente, anche a favore dei gestori che sottoscrivono obbligazioni o titoli similari emessi dalle piccole e medie imprese. Attualmente il Fondo di garanzia, gestito dal Mise ha una disponibilità di 50 milioni di euro per finanziare l’emissione dei mini bond, che potrebbe anche salire a 100 milioni con un successivo decreto ministeriale. Con il provvedimento in oggetto sono fissati, nello specifico, i requisiti e le caratteristiche delle operazioni ammissibili, le modalità di concessione della garanzia, i criteri di selezione e, inoltre, l’ammontare massimo delle disponibilità finanziarie del Fondo da destinare alla copertura del rischio derivante dalla concessione della garanzia del Fondo su operazioni di sottoscrizione di mini bond e su portafogli di mini bond.

15. PROFESSIONISTI: PAGAMENTO COMPENSI

Ogni tanto capita che qualche imprenditore paghi i compensi dei professionisti a cavallo del mese. Questo può causare qualche problema perché il professionista è obbligato ad emettere la propria fattura quando riceve i soldi, che non sempre coincide con l’addebito dell’importo. Per evitare possibili disguidi e sanzioni è opportuno che i pagamenti ai professionisti sia fatto in tempo utile prima della fine e del mese o, forse meglio, entro la prima decade del mese successivo così da avere il tempo per emettere la fattura, registrarla e provvedere per tempo al pagamento della relativa ritenuta d’acconto. I disguidi potrebbero essere ancora maggiori a fine anno, ma basta poco per poter ovviare.

16. SOCIETA’, NOVITA’ – D.L. 91/2014: COMPETITIVITA’

E’ stato approvato dal Senato ed ora è in attesa di ricevere l’Ok della Camera, ma la novità più eclatante è quella che riguarda la deroga al principio generale secondo cui ad “una azione corrisponde un voto”. Grazie, infatti, alla modifica apportata all’articolo 2351 del Codice civile (comma quarto), è previsto per tutte le Spa non quotate la possibilità di emettere azioni a “voto plurimo”: ossia è possibile prevedere una modifica dell’atto costitutivo che, in deroga al principio di democrazia finanziaria, consenta alle società di fissare nel proprio statuto la possibilità di emettere azioni che permettano a ciascun possessore di esprimere fino a tre voti. Tale possibilità, però, può essere ammessa anche solo limitatamente a determinati argomenti, ma, soprattutto, al verificarsi di certe condizioni: il voto plurimo, ora assolutamente vietato nel nostro ordinamento, potrà essere accolto nelle modifiche statutarie con il voto favorevole di almeno i due terzi dei soci.

17. STUDI DI SETTORE DI S. PELLEGRINO E G. VALCARENGHI – EUROCONFERENCE 7.7.2014

Le vacanze estive dei professionisti e dei contribuenti sono ormai strettamente dipendenti da Gerico, che è una presenza immanente nelle nostre vite, anche e soprattutto quando non c’è e arriva in ritardo. Se ci pensiamo un attimo, gli studi di settore sono un fenomeno di suggestione di massa: tutti sanno che non fanno realmente quanto promettono – ossia determinare in modo puntuale i ricavi che i contribuenti producono – ma, nel contempo, condizionano in modo pesante l’attività di milioni di imprese e professionisti.

Archiviato il sogno della Sose che gli studi di settore possano essere utili alle imprese per studiare il contesto competitivo, è evidente che, invece, servono soltanto all’Agenzia delle Entrate, che non ha la possibilità di effettuare controlli analitici su milioni di partite IVA e, quindi, ha bisogno di un dato “a tavolino” dal quale partire.