Ultimissime di diritto penale – Marzo 2014

 

IN EVIDENZA

Assetto di rischi e delle cautele (ex d.lgs. 231/2001) di una micro impresa senza dipendenti

Il d.lgs. 231/2001 non concerne esclusivamente gli enti e le persone giuridiche di grandi dimensioni, ma anche le micro imprese, persino se sprovviste di personale dipendente. Pertanto anche queste saranno, ad alcune condizioni, chiamate a rispondere penalmente e quindi tenute, al fine di evitare i correlativi rischi, a dotarsi dei modelli di organizzazione e di un organismo di vigilanza.

DIRITTO PENALE SOSTANZIALE

Abbandono di animali sofferenza dell’animale

Il reato di abbandono di animali comprende non solo tutti quei comportamenti dell’uomo che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali – destando ripugnanza per la loro aperta crudeltà – ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità dell’animale, producendo un dolore.

Cass. pen. sez. III, 24 febbraio 2014 (ud 16 luglio 2013), n. 8676

Appropriazione indebita di azienda e interversione del possesso 

Non scatta il reato di appropriazione indebita di azienda per l’imprenditore che dopo aver stipulato un contratto preliminare di affitto, ed averne ottenuto la «detenzione precaria», si rifiuti di versare i canoni successivi alla prima rata e di restituirla. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 12740/2014

Cass. pen. sez. I, 18 marzo 2014 n. 12740

Associazione per delinquere e traffico illecito di sostanze stupefacenti

Per integrare la fattispecie di partecipazione ad un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, è necessaria una costante disponibilità all’acquisto, oltre alla coscienza e alla volontà dell’attore di contribuire al mantenimento dell’organizzazione.

Cass. pen. sez. VI, 28 febbraio 2014, n. 9928

Baci, abbracci e libertà sessuale

In materia di reati sessuali, non essendo possibile classificare aprioristicamente come atti sessuali tutti quelli che, in quanto non direttamente indirizzati a zone chiaramente individuabili come erogene, possono essere rivolti al soggetto passivo con finalità diverse, come nel caso del bacio o dell’abbraccio, la loro valutazione deve essere attuata mediante accertamento in fatto da parte del Giudice del merito, evitando improprie dilatazioni dell’ambito di operatività della fattispecie penale contrarie alle attuali condizioni di sviluppo sociale e culturale, ma valorizzando ogni altro elemento fattuale significativo, tenendo conto della condotta nel suo complesso, del contesto in cui l’azione si è svolta, dei rapporti intercorrenti tra le persone coinvolte ed ogni altro elemento eventualmente sintomatico di una indebita compromissione della libera determinazione della sessualità del soggetto passivo.

Cass. pen. sez. III, 4 marzo 2014 (ud. 12 febbraio 2014), n. 10248


Bancarotta e ritardo nella richiesta di fallimento

Il ritardo nella richiesta di fallimento, da parte dell’imprenditore in stato di insolvenza, non ne fa presumere la colpa grave, idonea a far scattare il reato di bancarotta semplice. Inoltre, in merito al medesimo reato, deve ritenersi congruamente motivata la sentenza di assoluzione degli imputati, in ordine alla mancanza del dolo specifico, laddove la stessa risulti idoneamente ed opportunamente motivata in relazione all’insussistenza del fine di trarre in inganno i soci ed i terzi, e soprattutto di conseguire un ingiusto profitto, necessario per la compiuta realizzazione del reato di false comunicazioni sociali, quale presupposto della fattispecie. A tal riguardo, infatti, deve concludersi che il nesso causale tra la condotta di false comunicazioni sociali, imputabile agli amministratori e l’evento, si interrompa laddove risulti che i primi si siano attivati concretamente per la ristrutturazione aziendale, per un considerevole lasso temporale, seppur successivamente si sia verificato un aggravamento del dissesto in conseguenza del proseguimento dell’attività sociale.

Cass. pen. sez. V, 25 settembre 2013, n. 43414

Configurabilità del reato di atti osceni in luogo pubblico anche nei servizi igienici riservati agli uomini

I servizi igienici riservati all’utenza maschile costituiscono un luogo aperto al pubblico, anche perché sussiste la concreta possibilità che gli estranei vi accedano sia rispettando la prescritta disciplina ovvero violandola e senza chiedere permesso e che, comunque, vi si possa accedere per ragioni di controllo o per eseguire le pulizie al suo interno, prescindendo dal genere, maschile o femminile, a cui è abitualmente riservato.

Cass. pen. sez. III, 19 febbraio 2014, n. 7769

Daspo e incitamento a odio e discriminazione razziale

Pienamente legittimo il divieto di accesso agli impianti sportivi (Daspo) con concomitante obbligo di presentazione agli uffici di polizia, imposto nei confronti di soggetti responsabili di aver rivolto nei confronti di giocatori di colore versi di disapprovazione. I suoni gutturali “Buuuu”, lungi dal costituire una forma di manifestazione – sia pure incivile – di dissenso o di critica, presenta evidenti connotati di carattere razzista, trovando radice soltanto nello spirito di odio ed avendo quale unico fine quello di ghettizzare determinate persone in ragione del colore della pelle.

Cass. pen. sez. III, 17 marzo 2014, n. 12351

Detenzione di frammenti di materiale pedopornografico

Il “materiale pedo-pornografico” individuato quale oggetto materiale delle condotte di procacciamento e detenzione incriminate dall’art. 600-quater deve consistere, quando si tratti di materiale informatico “scaricato” in internet, in files completi, incorrotti e visionabili o comunque potenzialmente fruibili per mezzo degli ordinari strumenti e competenze informatiche, dei quali sia provata la disponibilità in capo all’utente. Se anche il Legislatore avesse inteso introdurre nella norma il “consapevolmente” solo per quanto riguarda il “procurarsi” – ma non pare essere così – è evidente che anche la detenzione di un qualcosa, per essere colpevole, debba essere consapevole: per detenere un qualcosa occorre essere in grado di fruirne. E la fruibilità, per quanto riguarda i files, dipende dalla loro allocazione sul pc e dalla loro leggibilità.

Cass. pen. sez. III, 5 marzo 2014 (ud. 16 gennaio 2014), n. 10491

Diffamazione, in sede civile distinzione tra satira, ironia ed espressioni denigratorie

Azzerata completamente la visione adottata dai giudici di merito, secondo cui le espressioni denigratorie, utilizzate sulle pagine di quotidiano, nei confronti del Codacons sono da valutare come battute ironiche. Satira da tutelare, certo, ma a patto che non si scada in accostamenti ripugnanti, finalizzati a deformare l’immagine del soggetto preso di mira.

Cass. civ. sez. III, 10 marzo 2014, n. 5499

Diffamazione, insultare senza nominare non comporta l’assoluzione

Per il delitto di diffamazione, la persona, cui sia diretta l’offesa, deve essere determinata, ma non è necessario che sia indicata nominativamente, essendo sufficiente che sia indicata in maniera tale da poter essere individuata agevolmente e con certezza.

Cass. pen. sez. V, 17 marzo 2014, n. 12428

Falsa testimonianza e causa di non punibilità

In tema di falsa testimonianza, ai fini della configurabilità dell’esimente di cui all’art. 384, comma primo, cod. pen., rileva non solo il pericolo di un nocumento alla libertà o all’onore dell’autore del reato o di un suo prossimo congiunto, ma altresì quello di un nocumento all’incolumità fisica essendo necessario che il pericolo non sia genericamente temuto ma sia collegato a circostanze obiettive, attuali e concrete che ne delimitino con precisione contenuto ed effetti, in quanto l’esimente implica un rapporto di derivazione del fatto commesso dalla esigenza di tutela di detti beni che va rilevato sulla base di un criterio di immediata ed inderogabile conseguenzialità e non di semplice supposizione.

Cass. pen. sez. VI, 27 febbraio 2014 (ud. 18 febbraio 2014), n. 9727
 

Getto pericoloso di cose e normativa ambientale

La prima fattispecie contravvenzionale prevista dall’art. 674 c.p. – riferita a chi “getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone” – è integrata anche quando la condotta di imbrattamento o molestia non determina il superamento dei limiti previsti dalla normativa ambientale o la violazione della stessa.

Cass. pen. sez. III, 14 febbraio 2014, n. 7237

Impiego di denaro di provenienza illecita

Integra il delitto di cui all’art. 648 ter c.p. anche l’impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche o finanziarie svolte non professionalmente, ma sporadicamente o occasionalmente, così come in attività economiche o finanziarie illecite.

Cass. pen. sez. II, 25 febbraio 2014 (ud. 5 novembre 2013), n. 9026

Omesso versamento di assegno di mantenimento

Integra il reato di cui all’art. 570, co. 2, n. 2 c.p. (in esso risultando assorbito il reato previsto dall’art. 12 sexies della L. 1 dicembre 1970, n. 898, come richiamato dall’art. 3, L. 8 febbraio 2006, n. 54) la condotta del genitore separato che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, omettendo di versare l’assegno di mantenimento.

Cass. pen. sez. VI, 05 novembre 2013 (ud. 17 ottobre 2013), n. 44629

Pubblico ufficiale a libro paga e corruzione propria

L’ipotesi del “pubblico ufficiale a libro paga del privatolo, consistente in uno stabile asservimento del pubblico ufficiale ad interessi personali di terzi, attraverso il sistematico ricorso ad atti contrari ai doveri di ufficio non predefiniti, né specificamente individuabili “ex post”, configura il reato di cui all’art. 319 cod. pen., e non il più lieve reato di corruzione per l’esercizio della funzione di cui all’art. 318 cod. pen.

Cass. pen. sez. VI, 28 febbraio 2014 (ud. 15 ottobre 2013), n. 9883

Reati tributari, responsabilità tra vecchio e nuovo amministratore

Qualora chi omette il versamento dell’Iva alla scadenza prefissata non coincide con chi ha effettuato la relativa e precedente dichiarazione, le singole responsabilità vanno valutate sulla scorta del contributo causale che ciascuno può avere apportato alla violazione penale. I precedenti amministratori, decaduti al momento dell’omesso versamento, possono essere perseguiti penalmente solo qualora sia provato un loro contributo materiale o morale all’omissione del pagamento della imposta dovuta, che può trovare conto nell’atto di presentazione della dichiarazione Iva.

Cass. pen. sez. III, 14 marzo 2014 (ud. 22 gennaio 2014), n. 12248


Reati tributari e attenuante del danno di speciale tenuità

In tema di reati tributari è stata ripetutamente esclusa l’applicabilità della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non trattandosi di illeciti che offendono il patrimonio. La ratio di tale inapplicabilità si fa risiedere nella particolare oggettività giuridica del reato tributario che non lede il patrimonio dello Stato bensì l’interesse pubblico, di rango costituzionale, all’osservanza dell’obbligo dei cittadini di concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Cass. pen. sez. III, 24 febbraio 2014 (ud. 16 luglio 2013), n. 8677


Responsabilità degli enti e posizione del legale rappresentante

In tema di responsabilità da reato degli enti, non è valido l’atto di costituzione di una società nel procedimento a suo carico se sottoscritto dal rappresentante legale incompatibile in quanto contestualmente indagato  per il reato presupposto; l’esercizio dei diritti di difesa da parte dell’ente in qualsiasi fase del procedimento a suo carico è quindi subordinato all’atto formale di costituzione a norma dell’art. 39 d.lgs. n. 231 del 2001.

Cass. pen. sez. VI, 7 marzo 2014 (ud. 12 febbraio 2014), n. 1154

Responsabilità medica e rinvio di intervento urgente

Il rinvio di un intervento urgente – come un taglio cesareo che cagiona l’interruzione di gravidanza – senza che vi sia stato alcun monitoraggio delle condizioni del paziente, esclude la configurazione della colpa lieve, richiesto come elemento soggettivo di esclusione della responsabilità penale del sanitario ai sensi dell’art. 3 della l. 8 novembre 2012, n. 189.

Cass. pen. sez. V, 10 gennaio 2014, n. 660

Responsabilità medica: non è escluso il nesso causale in caso di scarse probabilità di sopravvivenza

In tema di responsabilità medica il giudizio controfattuale deve essere condotto valutando, in base alle effettive circostanze fattuali, se l’evento lesivo, in presenza della condotta alternativa d’elezione, si sarebbe ugualmente verificato con elevato grado di credibilità razionale o probabilità logica, a nulla rilevando la medio bassa probabilità di salvezza indicata dalle leggi statistiche.

Cass. pen. sez. IV, 20 febbraio 2014 (ud. 12 novembre 2013), n. 8073

Riservatezza e tutela notizie concernenti il minore

L’esercizio dell’attività giornalistica se riguarda la diffusione di notizie concernenti un minore deve sempre avvenire nel rispetto di determinati limiti e, segnatamente, in quello della essenzialità dell’informazione, la cui valutazione è affidata all’apprezzamento del giudice di merito censurabile soltanto ove lo stesso sia affetto dai vizi di motivazione. Per effetto di quanto previsto dall’art. 137 D. L.vo 196/03, la diffusione o la comunicazione dei dati per finalità giornalistiche può essere effettuata anche senza il consenso dell’interessato previsto dagli artt. 23 e 26, restando tuttavia fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all’art. 2 e, in particolare, quello dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico.

Cass. pen. sez. III, 18 febbraio 2014 (ud. 16 luglio 2013), n.7504  

Sistema sanzionatorio in materia di stupefacenti dopo la pronuncia della Corte Costituzionale

A seguito della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, successivamente all’entrata in vigore del d.l. 23 dicembre 2013 n. 146, convertito con modificazioni, nella legge 21 febbraio 2014 n. 10, l’ipotesi del fatto di lieve entità, prevista dall’art. 73, comma 5, d.p.r. n. 309 del 1990 (t.u. delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope), risulta configurabile come reato autonomo punito con la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 3.000 e 26.000 euro. Con il ripristino della distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere prevista dalla legge Iervolino-Vassalli, inoltre, in caso di contestazione di più episodi di detenzione a fine di spaccio dei predetti diversi tipi di droga, già ritenuti in continuazione ai sensi dell’art. 81, cpv., c.p., devono essere diversificati i corrispondenti aumenti di pena inflitti a tale titolo.

Cass. pen. sez. IV, 5 marzo 2014 (ud. 28 febbraio 2014), n. 10514


PROCEDURA PENALE

Competenza del GUP per l’abbreviato a seguito di decreto di giudizio immediato per l’imputato minorenne

Nel procedimento a carico di imputati minorenni, la competenza per il giudizio abbreviato, instaurato a seguito di decreto di giudizio immediato, spetta al giudice dell’udienza preliminare nella composizione collegiale, prevista dall’art. 50 bis del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 e non al giudice per le indagini preliminari.

Cass. pen. S. U., ud. 27 febbraio 2014

Diffamazione e sequestro preventivo del blog

Per procedere al sequestro di un sito internet in cui siano stati pubblicati messaggi e commenti a carattere diffamatorio è necessaria una potenzialità offensiva del sito in sé, non individuabile nello sviluppo di un blog, che rappresenta una modalità fisiologica ed ordinaria dell’utilizzo del sito. Il vincolo non incide solamente sul diritto di proprietà del mezzo di comunicazione, bensì sul diritto di libera manifestazione del pensiero (cui si ricollegano l’esercizio dell’attività di informazione, le notizie di cronaca, le manifestazioni di critica, le denunce civili con qualsiasi mezzo diffuse) che ha dignità pari a quello della libertà individuale e che trova la sua copertura non solo nell’art. 21 Cost. ma anche nell’art. 10 CEDU.

Cass. pen. sez. V, 12 marzo 2014 (ud. 30 ottobre 2013), n. 11895

Intercettazioni telefoniche, utilizzabili anche se masterizzate fuori dalla Procura

Non sussiste alcuna nullità né inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni nel caso in cui l’operazione di masterizzazione dei dati relativi alle conversazioni registrate non sia svolta nei locali della procura della Repubblica dove sono state eseguite le operazioni di registrazione delle comunicazioni, né sia stata curata la verbalizzazione di tali operazioni, prevedendo espressamente l’art. 268 c.p.p., comma 1, la sola verbalizzazione delle operazioni di registrazione né potendo i casi di divieto di utilizzazione di cui all’art. 271 c.p.p., in quanto tassativi, essere analogicamente applicati

Cass. pen. sez. III, 7 marzo 2014 (ud. 7 gennaio 2014), n. 11116

Ne bis in idem e sanzioni amministrative

Dopo che sono state comminate sanzioni dalla Consob – il cui procedimento, pur avendo carattere amministrativo, ha comportato sanzioni considerate a tutti gli effetti come penali, vista l’eccessiva severità delle stesse, sia per l’importo che per le sanzioni accessorie -, l’avvio di un processo penale sugli stessi fatti violerebbe il principio giuridico ne bis in idem, secondo cui non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto. I ricorrenti, infatti, dopo essere stati sanzionati nel 2007 dalla Consob, erano stati rinviati a giudizio, per essere poi assolti in primo grado e condannati in appello.

CEDU, 4 marzo 2014, Grande Stevens e altri contro Italia, Ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10 e 18698/10

Reati tributari e sequestro preventivo

È consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto derivante dal reato tributario commesso dai suoi organi, quando detto profitto, costituito da denaro o da altri beni fungibili, o i beni direttamente riconducibili ad esso, siano nella disponibilità di tale persona giuridica.

Cass. pen. S. U., 5 marzo 2014 (ud. 30 gennaio 2014), n. 10561

Riciclaggio trasnazionale e confisca

Nel caso di frode fiscale dovuta a fatturazione per operazioni inesistenti, ad essere oggetto di profitto, quindi di confisca, non è solo l’importo relativo all’imposta evasa, ma anche quello relativo alle somme trattenute da chi ha emesso le fatture.

Cass. pen. sez. II, 11 marzo 2014, n. 11777/14

Rito abbreviato non condizionato e contestazione suppletiva

Nel corso del giudizio abbreviato non condizionato, il riconoscimento di una circostanza aggravante oggetto di una contestazione suppletiva effettuata in violazione del divieto di cui all’art. 441, comma 1 cod. proc. pen., determina una nullità a regime intermedio della sentenza – sanabile ex art. 182, comma 2, cod. proc. pen.- e non una nullità assoluta ed insanabile.

Cass. pen. sez. III, 13 marzo 2014 (ud. 29 gennaio 2014), n. 11953

NOVITA’ LEGISLATIVE

Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime

Emanato il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24, che sostituisce la decisione quadro 2002/629/GAI. (14G00035), entrato in vigore dal 28 marzo 2014 e che costituisce una nuova mini-riforma dei delitti di riduzione in schiavitù e di tratta di persone. Per il Testo clicca qui.

Decreto legge in materia di stupefacenti

In vigore dal 21 marzo 2014 il decreto legge 20 marzo 2014, n. 36 “Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2014. Il testo reintroduce le 5 tabelle che elencano le sostanze stupefacenti e medicinali: una tabella I, relativa alle c.d. “droghe pesanti”; una tabella II, realtiva alle c.d. “droghe leggere”; una tabella III e una tabella IV, realtive alle sostanze medicinali equiparate ai fini sanzionatori rispettivamente alle “droghe pesanti” e a quelle “leggere”; e, infine, una tabella c.d. “dei medicinali”, non richiamata dall’art. 73. Per il Testo clicca qui.

Passa in senato il ddl Manconi sul reato di tortura

Approvato in Senato il 5 marzo, quasi all’unanimità (231 favorevoli e 3 astenuti), il provvedimento per l’inserimento nell’ordinamento italiano del
reato di tortura (c.d. disegno di legge Manconi). A seguito delle modifiche apportate dalla commissione Giustizia, il reato sarà comune e non proprio, ossia rilevante nel solo caso in cui l’agente rivesta la qualifica di Pubblico Ufficiale (circostanza che comporterà un aggravio del trattamento sanzionatorio) Il provvedimento deve ora passare
alla Camera.

 

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