Ultimissime di diritto penale – Dicembre 2015

 

DIRITTO PENALE SOSTANZIALE

Apologia di reato sul web

La natura apologetica e il fine di proselitismo secondo la Suprema Corte possono desumersi dal contenuto del testo, dalla sua redazione in lingua italiana, dallo scopo e dalla capacità di indurre il lettore ad aderire all’organizzazione terroristica, sola scelta corretta sotto il profilo religioso, esaltandone non singoli atti ma l’intera organizzazione.

Cass. pen. sez. I, 6 ottobre 2015, n.47489

Costituisce reato congelare i cibi senza farli passare dall’abbattitore termico

Violano gli artt.5 e 6 della L.283/62 gli esercenti di bar, pizzerie e ristoranti, che surgelano i cibi – cotti o crudi, carne o pesce – mettendoli direttamente nel surgelatore senza averli fatti previamente “sostare” nell’abbattitore termico, dove la crescita dei batteri viene meglio contrastata per la maggiore accelerazione del ciclo del freddo.

Cass. pen. sez. VI, 5 maggio 2015, Sentenza n.40772

Omesso pagamento dei contributi e speciale tenuità del fatto

I precedenti penali possono escludere l’evasore dal beneficio per la particolare tenuità del fatto anche se la cifra evasa supera di poco i mille euro. La Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un imprenditore, condannato per non aver pagato i contributi ai dipendenti, che chiedeva ai giudici di riconoscere l’inoffensività della condotta dal punto di vista penale o, in subordine, l’applicazione dell’articolo 131-bis c.p. in considerazione della cifra evasa decisamente contenuta: euro 1.100.

Cass. pen. sez. III, 20 novembre 2015, n.47256

Il divieto del velo sul luogo di lavoro non costituisce violazione diritti dell’uomo

Il divieto di indossare il velo islamico nel luogo di lavoro, imposto a un dipendente pubblico, è conforme alla Convenzione dei diritti dell’uomo. Tra principio di laicità dello Stato e diritto di manifestare in modo ostentato il proprio credo religioso, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto prevalente la laicità e della neutralità dei servizi pubblici.

CEDU, 27 novembre 2015, n.4846:11 Ebrahimian c. France

Reato associativo e sequestro preventivo

Il solo reato associativo transnazionale basta per giustificare un decreto di sequestro preventivo per equivalente ai danni della società commerciale, anche se i reati-scopo fiscali non sono previsti dal decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità degli enti.

Cass. pen. sez. III, 23 novembre 2015, n. 46162

Antiriciclaggio e intermediario finanziario

L’impiegato delle Poste che – nella sua funzione di intermediario finanziario – non identifica il diretto beneficiario del prestito, fidandosi della professionista che lo chiede in suo nome, viola gli obblighi di identificazione della clientela previsti dalla normativa antiriciclaggio.

Cass. pen. sez. IV, 23 novembre 2015, n.46415

Colpa medica lieve e imperizia

La Corte di Cassazione ha escluso l’omicidio colposo per il medico a domicilio che sbaglia la diagnosi, appiattendosi sulle conclusioni dai colleghi che avevano osservato il paziente nel corso di un precedente ricovero. Viene ampliato, così, il raggio d’azione della legge Balduzzi, che depenalizza la colpa medica lieve, anche ad addebiti diversi dall’imprudenza.

Cass. pen. sez. IV, 17 novembre 2015, n. 45527

Dipendenti pubblici assenteisti e truffa aggravata

L’indebito utilizzo del badge da parte del dipendente pubblico, consistente nel timbrare il cartellino del collega di volta in volta assente, integra gli artifici e i raggiri del reato di truffa, tali da trarre in inganno l’Amministrazione di appartenenza e provocare all’ente stesso dei danni economicamente apprezzabili (oltre a quelli d’immagine) per via della mancata presenza sul posto dei lavoratori.

Cass. pen. sez. III, 18 novembre 2015 n. 45698

Aggravante della transnazionalità e organizzazione del gruppo

Il reato deve essere stato commesso con il contributo di un gruppo criminale organizzato per potersi contestare l’aggravante di transnazionalità; serve, quindi, un qualcosa di più e di diverso rispetto al semplice concorso di persone e della più complessa associazione a delinquere.

Cass. pen. sez. IV, 19 novembre 2015 n. 45935

Condanna del notaio per reati gravi

La Corte Costituzionale ha riconosciuto la legittimità della norma dell’ordinamento notarile (art. 159, c.3, L n. 89/2913, Ordinamento del notariato e degli archivi notarili) che preclude al notaio, condannato per reati gravi, la possibilità di esercitare di nuovo la professione.

Corte Costituzionale, 19 novembre 2015, n.234

Reto permanente, concorso e speciale tenuità

Il reato permanente e il concorso formale di reati non impediscono l’applicazione della nuova causa di non punibilità per tenuità del fatto. Così la Corte di Cassazione in un caso relativo alla realizzazione di un abuso edilizio per la costruzione di una tettoia su terreno di proprietà comunale.

Cass. pen. sez. III,27 novembre 2015 n. 47039

Metodo mafioso e intimidazione imprenditoriale

In materia di aggravante del metodo mafioso, la Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile l’equazione in forza della quale ogni ipotesi di intimidazione che sia connessa allo svolgimento di un’attività imprenditoriale, laddove sia volta a dissuadere l’intimidito, indirizzandosi materialmente sui suoi strumenti aziendali, dallo svolgimento della propria attività, integrerebbe gli estremi di cui all’art.7 D.L. 152/91.

Cass. pen. sez. III, 2 dicembre 2015 n. 47588

Scelta della sede legale e indebita compensazione

In tema di reati tributari, configura indebita compensazione la collocazione territoriale della sede legale della società in funzione al riconoscimento di crediti d’imposta nel caso in cui difetti la connessione tra i costi sostenuti e gli impianti o le attrezzature oggetto dell’agevolazione prevista dalla L. n. 296 del 2006, ove sussistano plurimi indici di assenza di alcun radicamento territoriale nelle aree geografiche per le quali è previsto il credito di imposta della società contribuente.

Cass. pen. sez. III, 12 novembre 2015, n. 45279

Ordinanza intempestiva e responsabilità penali del Sindaco

Il Sindaco che non adotta in modo tempestivo un’ordinanza urgente per chiudere ai cittadini una zona interessata da lavori pubblici può essere chiamato a rispondere di omicidio colposo e lesioni colpose oltre che di omissione di atti di ufficio nel caso in cui si verifichi un incidente a danno di una o più persone.

Cass. pen. sez. IV, 23 novembre 2015, n. 46400

Amministratore di condominio e responsabilità per lesioni colpose

L’amministratore di un condominio riveste una posizione di garanzia e risponde di lesioni colpose in tutti i casi in cui non si attivi per prevenire un pericolo. Ciò anche nelle ipotesi in cui non disponga dei fondi o l’assemblea condominiale non abbia autorizzato gli interventi di manutenzione.

Cass. pen. sez. IV, 23 novembre 2015, n. 46385

PROCEDURA PENALE

Torreggiani e sconto di pena “retroattivo”

Sconto di pena “retroattivo” – un giorno in meno di cella ogni dieci giorni trascorsi in condizioni di sovraffollamento – per i detenuti che chiedono questo “rimedio risarcitorio” anche dopo il venir meno delle condizioni di disagio. La Cassazione ha esteso gli effetti della sentenza Torreggiani, emessa dalla Corte europea dei diritti umani a carico dell’Italia per la situazione delle carceri, anche quando viene meno l’”attualità” del pregiudizio subìto.

Cass. pen. sez. I, 27 novembre 2015, n. 46966

Favor rei poteri d’ufficio

Il principio del favor rei può essere rilevato d’ufficio dalla Cassazione, anche quando il trattamento sanzionatorio inflitto per effetto di una sentenza emessa prima di un cambiamento normativo più favorevole all’imputato non è stato oggetto di un impugnazione, peraltro giudicata inammissibile. E anche quando la pena inflitta rientra nella cornice definita dalla nuova disciplina.

Cass. pen. SU, 25 novembre 2015, n.46653

Rifiuto alcool test e sanzioni accessorie

Le Sezioni unite della Cassazione hanno escluso che al rifiuto all’alcoltest si possano applicare le stesse sanzioni “accessorie” che scattano nei casi più gravi di positività ai test.

Cass. pen. SU, 24 novembre, n. 46624

Dimissioni del politico e misure cautelari

La Corte di legittimità ha stabilito come le dimissioni irrevocabili del politico locale, accusato di truccare gli appalti per favorire le imprese sponsorizzate dalla camorra, non bastano per la revoca dei domiciliari.

Cass. pen. sez. VI,25 novembre 2015, n. 46803

Braccialetto elettronico e motivazione

Compito preciso del Giudice deve essere chiarire le ragioni per le quali il carcere non può essere sostituito dalla misura dei domiciliari “aggravati” dal braccialetto elettronico. La Cassazione ha chiarito come il Tribunale della libertà non può più limitarsi a spiegare perché considera inadeguati gli arresti domiciliari “semplici”, senza esprimersi sulla idoneità o meno della misura cautelare con le procedure di controllo elettronico previste dal Codice di rito (articolo 275 bis comma 1 c.p.p.).

Cass. pen. sez. III, 18 novembre 2015, n.45699

Misura cautelare e rilascio tardivo registrazioni delle intercettazioni

La Suprema Corte ha ribadito che è illegittimo e va annullato con rinvio il provvedimento cautelare che abbia confermato la misura utilizzando gli esiti delle operazioni di intercettazione, qualora la difesa non abbia previamente ottenuto la copia delle registrazioni tempestivamente richiesta al Pubblico ministero, a causa di ritardi imputabili a quest’ultimo.

Cass. pen. sez. VI, 13 novembre 2015, n. 45490

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