Ultimissime di diritto penale – Maggio 2014

 


DIRITTO PENALE SOSTANZIALE


Buone pratiche anticorruzione

L’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) renderà disponibile sul proprio sito web (www.anticorruzione.it) una raccolta e analisi di buone pratiche, a disposizione delle amministrazioni. Nel frattempo è disponibile una bozza che illustra il progetto per la raccolta delle buone pratiche che l’Autorità sottopone a consultazione

Progetto Buone Pratiche

Diffamazione a mezzo Facebook

Per configurare il reato di diffamazione, anche a mezzo di Internet e in particolare di Facebook, è sufficiente che il soggetto la cui reputazione è lesa sia individuabile da parte di un numero anche limitato di persone indipendentemente dalla indicazione nominativa.

Cass. pen. sez. I, 16 aprile 2014 (ud. 22 gennaio 2014), n. 16712

Diritto all’oblio e responsabilità del motore di ricerca

I dati personali citati da siti terzi non sono sottratti alla responsabilità del motore di ricerca che li rende accessibili. I cittadini dell’Unione Europea potranno chiedere di scomparire dal web e i motori di ricerca avranno la responsabilità di valutare i diritti in gioco.

Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, 13 maggio 2013, C-131:12

Guida in stato di ebbrezza e compunto delle circostanze

Quando le circostanze aggravanti dell’aver provocato un incidente guidando in stato di ebbrezza e in orario notturno concorrono con la circostanza che la violazione è compiuta da chi ha meno di 21 anni, la pena è raddoppiata e il giudice può apportare un aumento di un terzo.

Cass. pen. sez. IV, 28 aprile 2014 (ud. 7 marzo 2014), n. 17805

Ingiuria e sms

Ai fini della configurabilità della fattispecie di reato di ingiuria, anche commessa a mezzo di sms, non è richiesta la sussistenza di uno specifico animus iniurandi, essendo sufficiente il dolo generico, anche nella sua forma del dolo eventuale, dal momento che basta che l’agente, consapevolmente, faccia uso di espressioni o parole socialmente interpretabili come offensive.

Cass. pen. sez. V, 15 aprile 2014 (ud. 13 gennaio), n. 16382

Messa alla prova, prima applicazione 

Il Tribunale di Torino ha ammesso per la prima volta un’istanza di messa alla prova per adulti formulata da due imputate in un procedimento che era già stato avviato e si è soffermato sulla natura sostanziale – e non processuale dell’istituto.

Tribunale di Torino 21 maggio 14

Mobbing sul posto di lavoro

Non ogni fenomeno di mobbing – e cioè di comportamento vessatorio e discriminatorio – attuato nell’ambito di un ambiente lavorativo, integra gli estremi del delitto di maltrattamenti in famiglia, in quanto, per la configurabilità di tale reato, anche dopo le modifiche apportate dalla L. n. 172 del 2012, è necessario che le pratiche persecutorie realizzate ai danni del lavoratore dipendente e finalizzate alla sua emarginazione (c.d. “mobbing”) si inquadrino in un rapporto tra il datore di lavoro ed il dipendente capace di assumere una natura para-familiare, in quanto caratterizzato da relazioni intense ed abituali, da consuetudini di vita tra i soggetti, dalla soggezione di una parte nei confronti dell’altra, dalla fiducia riposta dal soggetto più debole del rapporto in quello che ricopre la posizione di supremazia.

Cass. pen. sez. VI, 20 marzo 2014 (ud. 5 marzo 2014), n. 13088

Provider e blocco del sito pirata

Un giudice può inibire, con un ingiunzione, a un fornitore di accesso ad internet di concedere ai suoi abbonati l’accesso ad un sito web che metta in rete materiali protetti senza il consenso dei titolari dei diritti, qualora tale ingiunzione non specifichi quali misure il fornitore deve adottare; il provider può, così, evitare sanzioni per la violazione di tale ingiunzione dimostrando di avere adottato tutte le misure ragionevoli.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, 27 marzo 2014, C-314:12

Social network e privacy

Il Garante della Privacy ha pubblicato una nuova guida rivolta a giovani e adulti per non rimanere intrappolati nella rete dei social network.

Social privacy. Come tutelarsi nell’era dei social network

Video offensivo online, nessuna responsabilità del content provider

Dei video offensivi non è responsabile l’internet host provider, soggetto che si limita a fornire una piattaforma sulla quale gli utenti possono liberamente caricare i loro video; video del cui contenuto restano gli esclusivi responsabili. I provider non sono titolari di alcun trattamento, gli unici titolari del trattamento dei dati sensibili eventualmente contenuti nei video caricati sul sito sono gli stessi utenti che li hanno caricati, ai quali soli possono essere applicate le sanzioni, amministrative e penali, previste per il titolare del trattamento dal Codice Privacy.

Cass. pen. sez. III, 3 febbraio 2014 (ud. 17 dicembre 2013), n. 5107

Videosorveglianza non autorizzata nel luogo di lavoro

Gli impianti di controllo sui luoghi di lavoro, la cui installazione sia dovuta ad esigenze organizzative e produttive, ovvero alla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza della attività dei lavoratori, possono essere montati e posizionati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna. Non è, quindi, richiesto, per integrare la fattispecie di reato di cui di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 4 (Impianti audiovisivi) in relazione al D.Lgs. n. 196 del 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), art. 114, che si tratti di controllo occulto, destinato a verificare la produttività dei lavoratori dipendenti, in quanto l’essenza della sanzione sta nell’uso degli impianti audiovisivi, in difetto di preventivo accordo con le parti sociali.

Cass. pen. sez. III, 17 aprile 2014 (ud. 27 marzo 2014), n. 17027

PROCEDURA PENALE

Carcere e condizioni inumane del detenuto

Qualora l’amministrazione penitenziaria risulti adempiente rispetto alle prescrizioni normative e giurisprudenziali nella specifica materia, non è possibile esperire il reclamo ex artt. 35 bis e 69, co. 6, lett. b), Ord. Pen. avverso le asserite condizioni inumane vissute dal detenuto all’interno della cella.

Tribunale di Sorveglianza di Alessandria Decreto 14 aprile 2014


Misure cautelari e motivazione
L’omessa valutazione di memorie difensive può influire sulla congruità e correttezza logico-giuridica della motivazione della decisione che definisce la fase o il grado nel cui ambito siano state espresse le ragioni della difesa, poiché la giustificazione del provvedimento può risultare indirettamente viziata per la mancata considerazione di quanto illustrato con la memoria.
Cass. pen. sez. VI, 24 aprile 2014 (ud. 18 febbraio 2014), n. 17712

Reato continuato e reformatio in peius

Le Sezioni Unite hanno statuito che non viola il divieto di “refomatio in peius” previsto dall’art. 597 c.p.p., il giudice dell’impugnazione che, in relazione al reato continuato, nella ipotesi in cui muta la struttura dello stesso – perché nel nuovo giudizio il reato satellite diventa quello più grave o perché cambia la qualificazione giuridica di quest’ultimo – apporta per uno dei fatti unificati dall’identità del disegno criminoso un aumento maggiore rispetto a quello ritenuto dal primo giudice, pur non irrogando una pena complessivamente maggiore.

Cass. pen. S.U., 14 aprile 2014 (ud. 27 marzo 2014), n. 16208

Sequestro probatorio iPad

La Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il sequestro probatorio di un tablet (nel caso in questione un iPad) data la sua idoneità ad archiviare informazioni e dati fiscalmente rilevanti ai fini della dimostrazione del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Cass. pen. sez. III, 14 maggio 2014 (ud. 16 aprile 2014), n. 19886


Testimonianza superflua e motivazione
Si deve considerare nulla la revoca del provvedimento di ammissione dei testimoni qualora non vi sia stata alcuna motivazione in merito alla loro superfluità.
Cass. pen. sez. III, 7 aprile 2014 (ud. 26 febbraio 2014), n. 15463

NOVITÀ LEGISLATIVE

Depenalizzazione, messa alla prova, nuove regole per contumacia e irreperibili

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2014 la Legge 28 aprile 2014, n. 67, Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili. Per il testo clicca qui.

Stupefacenti, in vigore le nuove disposizioni

Convertito in legge il disegno di legge 14.04.2014 n. 1470 in materia di disciplina degli stupefacenti “Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale”. Per il testo clicca qui.

 
 
 

 
 
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